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Da “First Blood” a “John Rambo”: la rinascita del guerriero con Stallone e Noah Centineo

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Marta Zelioli

L’annuncio è arrivato direttamente dai canali social di Sylvester Stallone: la leggenda di Hollywood tornerà a occuparsi del suo personaggio più iconico, ‘Rambo’, non più davanti alla macchina da presa, ma in veste di Produttore Esecutivo

Il nuovo progetto, intitolato provvisoriamente John Rambo, si tufferà nel passato del veterano per esplorare gli anni della giovinezza e le esperienze belliche che hanno forgiato il mito prima degli eventi del 1982.

Da “First Blood” a “John Rambo”: la rinascita del guerriero con Stallone e Noah Centineo (foto screen YouTube) – Cinema.it

Mentre le riprese sono già state avviate in Thailandia sotto la direzione di Jalmari Helander (Sisu), il testimone attoriale passa a Noah Centineo, chiamato a interpretare un giovane John Rambo ancora lontano dalla deriva psicologica di First Blood.

Il film originale del 1982, diretto da Ted Kotcheff, non era solo un action movie, ma un crudo atto d’accusa sul trattamento riservato ai reduci del Vietnam, capace di incassare oltre 125 milioni di dollari e di trasformare Stallone in un’icona globale di resilienza.

Le curiosità più intriganti sulla saga di Rambo

Per comprendere l’importanza di questo prequel, è necessario riscoprire alcuni dettagli fondamentali che hanno reso il primo capitolo un capolavoro del genere:

L’origine del nome: una mela e un poeta. L’autore del romanzo originale David Morrell scelse il nome quasi per caso. Mentre cercava un’identità per il protagonista, sua moglie portò a casa delle mele di varietà “Rambo”. Il suono gli piacque subito, anche perché richiamava la pronuncia del cognome del poeta maledetto Arthur Rimbaud.

Le curiosità più intriganti sulla saga di Rambo (foto screen YouTube) – Cinema.it

Un bilancio di vittime inaspettato. Nonostante la fama di “macchina da guerra”, nel primo film del 1982 muore una sola persona, e per giunta accidentalmente. Si tratta del vice-sceriffo Galt, che precipita da un elicottero dopo che Rambo lancia un sasso per difendersi. Nei sequel il conteggio salirà vertiginosamente, ma l’opera originale puntava tutto sulla sopravvivenza psicologica.

Il finale “suicida” scartato dal pubblico. Il finale originale prevedeva la morte di Rambo, che chiedeva al Colonnello Trautman di ucciderlo. Le proiezioni di prova furono così negative (il pubblico non accettava la morte dell’eroe) che Stallone convinse la produzione a girare il finale che conosciamo, permettendo così la nascita di una saga quarantennale.

Infortuni reali per scene leggendarie. Durante la celebre caduta tra gli alberi dal dirupo, Stallone scelse di non usare controfigure. Il risultato? Tre costole rotte e una reazione di dolore che nel montaggio finale è assolutamente reale. Inoltre, nella fuga dalla prigione, l’attore ruppe accidentalmente il naso a un collega, Alf Humphreys, che dovette recitare con un cerotto per il resto del film.

Il furto d’armi durante le riprese. La produzione canadese di First Blood fu segnata da un evento di cronaca: il furto di circa 50.000 dollari in armi da fuoco reali (mitragliatrici e fucili d’assalto importati dagli USA) direttamente dai camion del set, un fatto che causò gravi ritardi e problemi con le autorità locali.

Marta Zelioli

Giornalista pubblicista classe '82 appassionata di cronaca nera e cinema. Ho avuto modo di crescere professionalmente come assistente dello scrittore, sceneggiatore e criminologo Donato Carrisi che ha alimentato ulteriormente la mia inclinazione sia per la nera che per il cinema. Lavoro per Web365 dal 2020.

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