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Il giorno in cui Hollywood capì il cinema italiano: la rivoluzione di De Sica agli Oscar

Published by
Marta Zelioli

Da Sciuscià alla categoria ufficiale: tutta la verità sull’impatto di Vittorio De Sica che cambiò per sempre la notte degli Oscar a Hollywood

Il rapporto tra il cinema italiano e l’Academy Award è profondo e affonda le sue radici in uno dei passaggi più significativi della storia del grande schermo.

Il giorno in cui Hollywood capì il cinema italiano: la rivoluzione di De Sica agli Oscar (foto Ansa) – Cinema.it

Oggi l’Oscar al miglior film internazionale è una delle categorie più attese della cerimonia, capace di accendere i riflettori sulle eccellenze culturali di tutto il mondo. Eppure questa prestigiosa finestra sul cinema non nacque da una scelta pianificata a tavolino, ma fu il successo del neorealismo italiano, e in particolare di Vittorio De Sica, a spingere Hollywood ad aprire davvero lo sguardo oltre i propri confini.

Per capire la portata di quella svolta basta ricordare che, nelle prime edizioni degli Academy Awards, le categorie venivano ritoccate e definite in un contesto ancora fortemente centrato sul cinema americano. Non esisteva ancora un riconoscimento ufficiale dedicato ai film non in lingua inglese. Fu necessario l’impatto di un’opera come Sciuscià per far capire all’Academy che il cinema poteva parlare una lingua universale, capace di commuovere e travolgere anche la platea più glamour del mondo.

Premi Oscar e il  miracolo di Sciuscià

La svolta storica arrivò nel 1948, durante la ventesima edizione degli Academy Awards, quando per la prima volta venne assegnato un riconoscimento a una produzione internazionale. Il film premiato fu ‘Sciuscià’, capolavoro del 1946 diretto da Vittorio De Sica, che raccontava le miserie e i drammi dell’Italia del dopoguerra attraverso lo sguardo di due piccoli lustrascarpe. La pellicola colpì talmente tanto i giurati americani da meritare un premio speciale e onorario, in un momento in cui non esisteva ancora una categoria competitiva dedicata al cinema internazionale.

Premi Oscar e il  miracolo di Sciuscià (foto screen YouTube) – Cinema.it

Non c’erano nomination, non c’era una cinquina e non c’era una sfida tra candidati. L’Academy scelse di celebrare direttamente l’opera di De Sica con un riconoscimento straordinario, quasi a riconoscere che davanti a un film così non bastavano i confini tradizionali del premio. Quel tributo, nato come eccezione, finì per segnare un passaggio decisivo nella storia degli Oscar.

L’eredità di De Sica

Il solco tracciato da De Sica era però troppo profondo per rimanere un episodio isolato. Quell’eccezione divenne infatti il punto di partenza per una trasformazione definitiva. Nel 1956 l’Academy formalizzò la categoria, strutturandola come un premio vero e proprio, con una cinquina di candidati ufficiali e il voto dei membri dell’Academy. Da quel momento il riconoscimento al cinema internazionale entrò stabilmente nell’architettura della notte degli Oscar.

A inaugurare questa nuova fase fu ancora l’Italia, grazie a ‘La strada’ di Federico Fellini, primo film a vincere la categoria nella sua forma ufficiale. È un dettaglio che racconta benissimo quanto il cinema italiano abbia inciso nella costruzione di questo premio: prima costringendo Hollywood ad accorgersi del valore assoluto di Sciuscià, poi aprendo l’era competitiva con un altro capolavoro destinato a fare scuola.

L’eredità di De Sica (foto screen YouTube) – Cinema.it

In questo senso, la storia dell’Oscar al film internazionale è anche la storia della forza del cinema italiano. E al centro di quella rivoluzione resta Vittorio De Sica, autore capace di trasformare la pietà, la verità e la poesia del neorealismo in un linguaggio universale. Un cinema che non si limitò a conquistare l’Academy, ma contribuì a cambiarne per sempre la prospettiva.

Marta Zelioli

Giornalista pubblicista classe '82 appassionata di cronaca nera e cinema. Ho avuto modo di crescere professionalmente come assistente dello scrittore, sceneggiatore e criminologo Donato Carrisi che ha alimentato ulteriormente la mia inclinazione sia per la nera che per il cinema. Lavoro per Web365 dal 2020.

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