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Perché non ci saranno influencer alla prima di ‘The Odyssey’

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Marta Zelioli

La Universal cancella le anteprime per i creator digitali di The Odyssey: scopriamo i motivi dietro la drastica decisione di Christopher Nolan e dello studio

Il marketing cinematografico contemporaneo ha abituato il pubblico a una precisa e ormai standardizzata liturgia pre-uscita: settimane prima del debutto in sala, le bacheche dei social network vengono letteralmente inondate da mini-recensioni entusiastiche, reazioni a caldo e commenti iperbolici.

Perché non ci saranno influencer alla prima di ‘The Odyssey’ (foto screen YouTube) – Cinema.it

Questo fenomeno è il risultato diretto delle proiezioni in anteprima riservate a creatori di contenuti, blogger di fan-site e celebrità digitali, una strategia mirata a costruire un passaparola blindato e aggirare il filtro, spesso più severo, della critica tradizionale. Tuttavia, quando si tratta del film più atteso dell’anno, persino le regole più consolidate dell’industria hollywoodiana possono essere totalmente sovvertite da una presa di posizione radicale e controtendenza.

La scelta di rinunciare a questa collaudata rete di protezione digitale non è un semplice dettaglio logistico, ma riflette una profonda mutazione strategica e, soprattutto, un’attestazione di forza che pochissimi studi possono permettersi nel mercato odierno.

Negli ultimi anni, il confine tra promozione spontanea e sponsorizzazione occulta ha generato un crescente scetticismo nel pubblico cinematografico, stanco di giudizi preventivi che si rivelano poi clamorosamente distanti dal valore reale delle opere. Decidere di spegnere i riflettori dei social media per affidarsi unicamente al giudizio della stampa specializzata rappresenta una mossa d’altri tempi, capace di restituire all’evento cinematografico una solennità e un’esclusività che sembravano definitivamente perdute.

La svolta radicale di Universal: solo la critica tradizionale per il kolossal di Nolan

Con una decisione che sta facendo discutere gli addetti ai lavori di tutto il mondo, la Universal Pictures ha ufficialmente stabilito che non ci sarà alcuna proiezione in anteprima riservata agli influencer per ‘The Odyssey’, il colossale e attesissimo nuovo lungometraggio diretto da Christopher Nolan.

Secondo quanto rivelato da The Hollywood Reporter, lo studio ha scelto di spezzare la prassi standard dei blockbuster estivi: la pellicola mitologica verrà presentata in assoluta anteprima mondiale a Londra il prossimo 6 luglio, data che segnerà anche l’inizio delle uniche proiezioni stampa autorizzate e dedicate esclusivamente alla critica cinematografica tradizionale.

La svolta radicale di Universal: solo la critica tradizionale per il kolossal di Nolan (foto screen YouTube) – Cinema.it

Questa mossa va apertamente controcorrente rispetto alla tendenza dominante dei grandi studios, abituati ad anticipare le recensioni professionali raccogliendo reazioni volutamente esaltate sui social network. La scelta di Universal di blindare il film dimostra una totale e incrollabile fiducia nel prodotto finito, eliminando qualsiasi filtro promozionale artificiale prima del debutto ufficiale nelle sale.

Il boomerang della promozione digitale: i recenti passi falsi da Disney a Warner Bros.

La decisione di escludere il mondo dei creator digitali dai primi screen blindati di ‘The Odyssey’ arriva sulla scia di una serie di strategie promozionali fortemente criticate che hanno finito per rivelarsi controproducenti per diverse major. Il pubblico e gli analisti di settore hanno sviluppato un profondo scetticismo a causa di precedenti illustri: la Disney, ad esempio, è finita al centro delle polemiche per aver sfruttato gli influencer in una trovata virale giudicata eccessiva per promuovere The Mandalorian e Grogu insieme a Pedro Pascal.

Allo stesso modo, le reazioni iniziali esageratamente positive coordinate sui social per titoli come Supergirl della Warner Bros. e lo stesso Disclosure Day della Universal avevano sollevato forti dubbi sulla reale spontaneità di quei giudizi, spingendo le case di distribuzione a riconsiderare l’efficacia a lungo termine di queste operazioni.

L’effetto ‘Oppenheimer’ e il privilegio dell’esclusività in sala

Sebbene non sia stato esplicitato se la scelta per il kolossal mitologico sia una diretta conseguenza di questi recenti scivoloni mediatici, è evidente che lo status di Christopher Nolan giochi un ruolo fondamentale in questa operazione di puro sfoltimento commerciale. Reduce dal trionfo globale e culturale di Oppenheimer, il regista britannico gode di un livello di fiducia da parte del pubblico che non necessita del supporto del marketing d’influenza per riempire le sale o le prenotazioni in IMAX.

Scegliendo la via del rigore giornalistico e del silenzio social fino alla premiere di Londra, la Universal trasforma la visione di The Odyssey in un evento culturale d’élite, dimostrando che la grandezza del cinema d’autore può ancora fare a meno dei filtri di Instagram e dei video di TikTok.

Marta Zelioli

Giornalista pubblicista classe '82 appassionata di cronaca nera e cinema. Ho avuto modo di crescere professionalmente come assistente dello scrittore, sceneggiatore e criminologo Donato Carrisi che ha alimentato ulteriormente la mia inclinazione sia per la nera che per il cinema. Lavoro per Web365 dal 2020.

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