Quale libro porterebbe Christopher Nolan su un’isola deserta? Il nome dell’autore argentino che ha plasmato le sue narrazioni labirintiche
Conosciuto per la sua estetica gelida, elegante e cerebrale, Christopher Nolan ha costruito un’intera carriera sull’esplorazione dei meccanismi del tempo, della memoria e delle strutture narrative non lineari.
Da Following fino al trionfo al botteghino di The Odyssey, il cineasta britannico si è imposto come un franchise a se stante, capace di coniugare la spettacolarità del kolossal d’autore con una complessità concettuale che continua a dividere e affascinare la critica di tutto il mondo.
Se i suoi gusti musicali spaziano con disinvoltura dal minimalismo di Hans Zimmer alle sonorità pop dei Radiohead e di David Bowie, è sul terreno della letteratura che il regista di Inception e Interstellar ha sorpreso tutti, rivelando la fonte d’ispirazione primaria che nutre la sua immaginazione labirintica.
Ospite dello storico programma radiofonico della BBC Desert Island Discs, chiamando a scegliere i pochi beni essenziali da portare su un’isola deserta oltre alla Bibbia e a Shakespeare, Nolan ha confessato di voler “barare” per includere i due volumi di Finzioni (o Racconti) e Saggi scelti di Jorge Luis Borges.
L’autore argentino, celebre maestro della letteratura del Novecento e figura chiave per il realismo magico, rappresenta per il regista un punto di riferimento assoluto: «È uno scrittore che ammiro moltissimo. Le sue raccolte di scritti sono veri e propri labirinti: in un certo senso, tutte le storie possibili sono già contenute nei suoi racconti».
Basta scorrere i capolavori di Borges per ritrovare immediatamente l’ossatura concettuale del cinema nolaniano. Pensiamo a capolavori come La biblioteca di Babele (1941), ambientato in un universo infinito di torri esagonali che custodiscono ogni possibile combinazione di lettere e libri esistenti, o a L’Immortale (1947), dove il mito dell’eterna giovinezza viene ribaltato nel ritratto angosciante di esseri umani che, vinta la morte, perdono qualsiasi motivazione all’azione.
Per chiunque voglia davvero decodificare la mente di Christopher Nolan e comprendere la genesi delle sue architetture visive, la lettura delle opere di Borges non è soltanto un consiglio d’autore, ma una vera e propria tappa obbligata.
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