Perché Gene Hackman e Robert De Niro dissero no a Hannibal Lecter? Tutti i retroscena sul casting che ha cambiato la storia del cinema nel 1991
Il 14 febbraio 1991 usciva nelle sale americane Il silenzio degli innocenti, un capolavoro destinato a ridefinire per sempre i canoni del thriller psicologico e a conquistare la storia del cinema.
La pellicola guidata da Jonathan Demme, incentrata sul perverso sodalizio tra la giovane cadetta dell’FBI Clarice Starling (Jodie Foster) e lo spietato serial killer psichiatra Hannibal Lecter per catturare il mostro noto come Buffalo Bill, si trasformò in un fenomeno culturale senza precedenti, capace di trionfare agli Oscar e consacrare il dottor Lecter come il villain più iconico di tutti i tempi per la critica e l’American Film Institute.
Eppure, il volto inquietante e glaciale che ha ipnotizzato generazioni di spettatori avrebbe potuto essere radicalmente diverso. La sublime interpretazione che valse la statuetta ad Anthony Hopkins — capace di trasformare il personaggio in un’icona ritornata poi nei sequel Hannibal, Red Dragon e nell’omonima serie TV con Mads Mikkelsen — fu in realta’ il frutto di una serie di storici rifiuti e clamorosi passi indietro da parte di alcuni dei piu’ grandi divi della Hollywood dell’epoca.
Nel corso della lunga e complessa fase di casting, il regista Jonathan Demme posò inizialmente gli occhi su due mostri sacri del cinema mondiale: Robert De Niro e Gene Hackman. Per De Niro la parte sfumò a causa delle sue estenuanti esitazioni: l’attore di Toro Scatenato esitò troppo a lungo prima di sciogliere le riserve ed esprimere una decisione definitiva, portando la produzione a virare verso altri profili.
Diversa, ma ancor più singolare, fu la motivazione che spinse Gene Hackman a chiamarsi fuori dal progetto. Hackman, inizialmente molto attratto dal copione al punto da valutarne persino la regia, decise di fare un passo indietro su pressione diretta della figlia.
Fu lei a convincerlo a declinare l’offerta, terrorizzata dalla spaventosa brutalità e dalla natura eccessivamente cupa e disturbante del personaggio. Due rifiuti clamorosi che spalancarono la strada ad Anthony Hopkins, regalando al pubblico una delle performance più terrorizzanti e magistrali mai impresse su pellicola e trasformando un potenziale rimpianto altrui nella leggenda del cinema.
Chissà se i due attori si sono mai pentiti di questa loro scelta, noi sicuramente non riusciamo a vedere nessun volto, al di fuori di quello del mitico Hopkins, addosso a Hannibal Lecter.
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