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Rob Reiner, il regista di Misery aveva predetto la sciagura per il suo film

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Marta Zelioli

Rob Reiner, il regista di tanti successi tra cui Misery, il film tratto dal libro di Stephen King, aveva previsto un futuro molto poco roseo per la sua attrice Kathy Bates

Non solo a suo avviso il film non avrebbe convinto i giudici dell’Academy ma secondo il regista Rob Reiner, anche Kathy Bates non se la sarebbe vista bene dopo la sua performance memorabile nel film Misery, dove interpretava il ruolo della psicopatica Annie Wilkes.

Misery, il regista aveva previsto un destino infausto per la sua protagonista (foto dal libro “Tutto su Stephen King” di Bev Vincent, pubblicato Sperling & Kupfer) – Cinema.it

Kathy Bates con la sua interpretazione in Misery ha dato il meglio di sé, la pellicola ha segnato la sua carriera facendole vincere perfino un Oscar. Tuttavia sia Kathy Bates che il suo regista, Rob Reiner, non erano sicuri che questo sarebbe stato l’esito.

Nel film, basato sull’omonimo romanzo di Stephen King, Bates è Annie Wilkes, la “fan numero uno” dello scrittore di romanzi rosa Paul Sheldon (interpretato da James Caan ), che lo salva dopo un incidente d’auto, solo per poi imprigionarlo e torturarlo.

Rob Reiner temeva il peggio per Misery e per Kathy Bates

Rob Reiner naturalmente ha sempre apprezzato l’interpretazione della sua protagonista. Tuttavia temeva che l’Academy non l’avrebbe assolutamente gradita, considerando che gli Oscar raramente hanno premiato film di genere, in particolare horror. In effetti, ad oggi, “Misery non deve morire” è l’unico adattamento di Stephen King ad essere stato premiato con un Oscar.

Assai colpevolmente per altro, considerata la mole di film eccelsi trasposti dai romanzi del grande autore americano.
Secondo quanto riportato da Entertainment Weekly la Bates prima di vincere l’Oscar e prima dell’uscita del film, temeva di aver ucciso la sua carriera prima ancora che avesse la possibilità di iniziare.

Rob Reiner temeva il peggio per Kathy Bates agli Oscar (foto Ansa) – Cinema.it

”Ero inorridita”, ha ricordato. “Quando siamo andati a vederlo in sala proiezioni, la mia faccia è diventata completamente bianca, e ho pensato ‘Ca…, amico’. ‘Questa è la fine della mia carriera’”. Rob Reiner invece era sicuro dell’interpretazione di Kathy Bates e infatti l’ha scelta solo a seguito di pochi minuti di audizione. “Lesse due battute, credo, due o tre battute, e io le ho detto: ‘Basta così, puoi farlo’”. “E lei ha chiesto: ‘Davvero?'”, ha continuato. “E mentre usciva dalla stanza, ha chiesto: ‘Posso chiamare mia madre?’”.

Il regista fu molto felice di darle il via libera. Da quel momento, la sua preoccupazione principale fu assicurarsi che l’attrice si prendesse cura di sé durante le riprese. “Kathy è un’attrice così dedita. Ed era così concentrata sul voler far funzionare la cosa che portava il personaggio a casa con sé molte volte.” Ed essendo il personaggio Annie Wilkes, si trattava di scelta alquanto pericolosa.

“Le ho detto: ‘Devi avere fiducia nel fatto che hai a disposizione uno degli strumenti di recitazione più grandi di tutti i tempi e puoi lasciare quel personaggio qui in studio, tornare a casa ed essere te stessa, senza preoccuparti di non riuscire a riprenderlo in mano'”, ha spiegato.

L’attrice, tuttavia, ha dichiarato che, tra tutti i personaggi che ha interpretato nella sua carriera, nominerebbe Annie Wilkes come quello più vicino a lei come persona. “Divento un po’ maniacale, e a volte mi sento anche un po’ giù”. Sicuramente questa sua sensazione ha un che di veritiero, tant’è che a quanto pare, quattro anni prima dell’uscita del film, una sua amica le aveva suggerito che sarebbe stata perfetta per Annie, dopo aver letto il libro.

Misery è stato presentato al TCM Classic Film Festival in occasione del suo 35° anniversario. Per l’occasione il regista ha anche dichiarato perché ha deciso di cambiare una parte importante del libro, quella in cui vengono tagliati i piedi del protagonista.

Marta Zelioli

Giornalista pubblicista classe '82 appassionata di cronaca nera e cinema. Ho avuto modo di crescere professionalmente come assistente dello scrittore, sceneggiatore e criminologo Donato Carrisi che ha alimentato ulteriormente la mia inclinazione sia per la nera che per il cinema. Lavoro per Web365 dal 2020.

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