L’esplosione di entusiasmo per ‘Il diavolo veste Prada 2’ non accenna a sedarsi e già si inizia a parlare di un eventuale terzo film.
‘Il diavolo veste Prada 2’ è uscito nelle sale italiane il 29 aprile. I fan lo attendevano da più di un anno e si crogiolavano tra rumors, frammenti rubati dal set di foto e video e aneddoti riguardanti le riprese super blindate su set segreti.
Era inevitabile che il seguito di un film tanto amato generasse questo tipo di hype, una pellicola che ha coinvolto diverse generazioni che si sono riservate a passo di ‘Jump’ di Madonna verso gli ingressi delle sale. Ora a distanza di poche settimane dalla fine delle riprese, inizia a farsi strada l’idea che vi possa essere un terzo film.
In un’intervista esclusiva rilasciata a Entertainment Weekly, le stelle del film e il regista David Frankel hanno esplorato l’eventualità di un terzo atto, tra battute ironiche e riflessioni sul tempo che passa. Meryl Streep, oggi settantaseienne, ha scherzato sulla lunga attesa che ha separato l’originale del 2006 dal suo successore, augurandosi che per un eventuale capitolo finale non debbano trascorrere altri vent’anni. Un sentimento condiviso con macabra ironia da Stanley Tucci, il quale ha ammesso che un ritorno sul set sarebbe possibile solo a patto di agire in tempi brevi, prima che l’età renda necessario un “ritorno dall’oltretomba”.
Il desiderio di approfondire le dinamiche tra i personaggi appare però concreto, specialmente per Emily Blunt e lo stesso Tucci. I due attori hanno espresso il desiderio di avere più scene insieme in un futuro sequel, lamentando come i loro ruoli siano stati eccessivamente distanti nel secondo film. Se da un lato la Blunt sottolinea l’importanza di lasciar respirare la storia tra un’uscita e l’altra, dall’altro Anne Hathaway punta l’attenzione sul lato pragmatico dell’industria: sarà la risposta del botteghino a tracciare la rotta per un nuovo capitolo. Secondo l’attrice, le strade narrative da esplorare sono ancora numerose e il destino di Miranda Priestly e delle sue assistenti dipenderà in gran parte dal successo commerciale di questa nuova operazione.
Il regista David Frankel, che inizialmente riteneva la storia conclusa dopo il primo film, ha mostrato un’apertura senza precedenti. Sebbene vent’anni fa la risposta a un possibile seguito fosse un secco no, l’evoluzione del progetto lo ha spinto a non escludere nulla per il futuro. Frankel ha lodato la complessità dei personaggi e la straordinaria caratura degli interpreti, suggerendo che queste icone cinematografiche abbiano una vitalità tale da poter continuare a vivere ben oltre l’attuale narrazione. In attesa di conferme ufficiali, il messaggio del team creativo è chiaro: finché ci sarà una sceneggiatura all’altezza e un pubblico desideroso di stile, la passerella potrebbe non chiudersi mai definitivamente.
1Il diavolo veste Prada 2′ è in queste settimane nelle sale cinematografiche di tutto il Paese.
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