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Dallo starnuto al proiettile: la folle origine del tema musicale di James Bond

Published by
Marta Zelioli

Dalle note di un sitar alla chitarra elettrica: ecco come Monty Norman ha trasformato una canzone sugli starnuti nel leggendario tema di 007

Esistono melodie capaci di evocare un intero universo con sole tre note. Come lo squalo di John Williams o la doccia di Psycho, il tema di James Bond è un pilastro della cultura pop mondiale.

Dallo starnuto al proiettile: la folle origine del tema musicale di James Bond (foto Ansa) – Cinema.it

Eppure, se oggi associamo quel riff di chitarra all’eleganza letale di Sean Connery, il merito non va a una sofisticata sessione di brainstorming a Hollywood, ma a un clamoroso riciclo creativo. La storia del tema di 007, composto da Monty Norman, è una delle più assurde e brillanti coincidenze della storia del cinema.

Tutto ebbe inizio nel 1962, quando il produttore Albert R. “Cubby” Broccoli scelse Norman per curare la colonna sonora di Agente 007 – Licenza di uccidere. Nonostante le collaborazioni con giganti come Count Basie, Norman sentiva che alla musica mancava “l’anima” della spia. Fu allora che il compositore ripescò dal cassetto dei fallimenti un progetto per un musical mai realizzato, basato sul romanzo A House for Mr Biswas di V.S. Naipaul. Quel musical, ambientato in India, era stato cancellato perché troppo costoso, ma conteneva una gemma nascosta che Norman non riusciva a dimenticare.

Da “Bad Sign, Good Sign” al mito: la metamorfosi di uno starnuto

La canzone originale si intitolava “Bad Sign, Good Sign” e, onestamente, non avrebbe potuto essere più lontana dall’universo di Ian Fleming. Iniziava con il suono vibrante di un sitar e un testo decisamente bizzarro: un uomo di origini indiane cantava di essere “nato con uno sfortunato starnuto” e di essere “venuto al mondo nel modo sbagliato”. Era una melodia orecchiabile, ma con un’aura comica e popolare del tutto incompatibile con un killer governativo.

Da “Bad Sign, Good Sign” al mito: la metamorfosi di uno starnuto (foto

L’intuizione di Norman fu tanto semplice quanto geniale: eliminò il testo sugli starnuti, sostituì il sitar con una chitarra elettrica graffiante e ne accelerò il ritmo. In un istante, quella che era una ballata indiana divenne il James Bond Theme: un mix perfetto di mistero, serietà e sensualità. Quella musica trasmetteva un messaggio chiaro: James Bond è un uomo con cui non si scherza, ma che non rinuncia mai al divertimento.

Una vittoria legale e un’eredità immortale

Nonostante l’impatto devastante del tema, Monty Norman non compose più nulla per il franchise dopo Dr. No. Il successo della saga portò molti a credere che il vero autore fosse John Barry, che curò gli arrangiamenti e le colonne sonore dei capitoli successivi. L’equivoco divenne così radicato che Norman fu costretto a fare causa al Sunday Times per veder riconosciuta la propria paternità intellettuale, vincendo la battaglia legale e mettendo fine a decenni di speculazioni.

Scomparso nel 2022 a 94 anni, Monty Norman ha lasciato in eredità un pezzo di storia che sopravvive ai singoli film e agli attori che si alternano nel ruolo di 007. Sapere che il tema più “cool” della storia del cinema affonda le sue radici in un musical indiano dedicato a un uomo sfortunato non fa che aggiungere fascino a un mito che, proprio come la sua musica, sembra destinato a non invecchiare mai. Tutto grazie a una chitarra, un’intuizione e, incredibile a dirsi, uno starnuto di troppo.

Marta Zelioli

Giornalista pubblicista classe '82 appassionata di cronaca nera e cinema. Ho avuto modo di crescere professionalmente come assistente dello scrittore, sceneggiatore e criminologo Donato Carrisi che ha alimentato ulteriormente la mia inclinazione sia per la nera che per il cinema. Lavoro per Web365 dal 2020.

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