Nonostante il successo di critica e pubblico, Martin Scorsese nutre un profondo risentimento per The Departed a causa di un processo creativo estenuante
Nel mondo del cinema esiste un paradosso che riguarda uno dei più grandi maestri viventi: Martin Scorsese. Dopo decenni di capolavori che hanno scritto la storia della settima arte, il regista ha dovuto aspettare il 2006 per ricevere finalmente il premio Oscar come Miglior Regista.
Quel riconoscimento, arrivato per il poliziesco ‘The Departed’, porta con sé un retrogusto di profonda insoddisfazione. Scorsese, infatti, non ha mai fatto mistero di aver detestato il processo di creazione di quella pellicola, descrivendola come una delle esperienze più faticose e sgradevoli della sua intera carriera.
Mentre il pubblico e l’Academy celebravano il serrato duello tra le spie interpretate da Leonardo DiCaprio e Matt Damon, Scorsese viveva un calvario creativo. Nonostante avesse alle spalle successi monumentali, il lavoro su questo remake del film di Hong Kong Infernal Affairs lo ha spinto verso un esaurimento fisico e mentale. Il regista ha ammesso di essersi sentito svuotato dalla produzione, al punto da provare un distacco quasi totale verso l’opera finita, nonostante questa stesse per regalargli la statuetta che gli era sfuggita per film come Taxi Driver o Toro Scatenato.
La tensione non era limitata solo alle riprese, ma si è trascinata in una post-produzione che il regista ha definito “maddening”. Il trionfo agli Oscar, paradossalmente, è stato il culmine di un percorso che Scorsese avrebbe preferito dimenticare in fretta, tanto da rifiutarsi di partecipare attivamente alla promozione del film una volta completato.
Il motivo principale dell’astio di Martin Scorsese verso ‘The Departed’ risiede nel senso di vuoto che il film gli ha lasciato. Il regista ha definito l’opera come un “punto zero della morale”, una storia in cui ogni personaggio viene eliminato alla fine, senza lasciare spazio a una reale evoluzione o a un messaggio profondo. In un’intervista, Scorsese è stato brutale: “Tutti i personaggi vengono uccisi, fondamentalmente chiunque, e dopo non c’era nessun posto dove andare. Ero stanco del film, mi faceva impazzire”. Questa assenza di una bussola morale ha reso il montaggio, curato dalla storica collaboratrice Thelma Schoonmaker, un compito estremamente spiacevole.
Lo sfogo del regista tocca punte di estrema sincerità quando descrive l’impatto fisico che la lavorazione ha avuto su di lui. “Ho detto: non mi interessa quanto mi pagano, mi ucciderà. Morirò. Molto semplicemente”, ha dichiarato Scorsese, sottolineando come la pressione e il clima durante la post-produzione fossero diventati insostenibili. Nonostante le critiche entusiaste e un incasso di quasi 300 milioni di dollari, il regista si sentiva così alienato dal progetto da evitare quasi ogni contatto con la stampa durante il periodo dell’uscita nelle sale.
Per Scorsese, ‘The Departed’ resta un film tecnicamente riuscito ma emotivamente arido, un “compito” portato a termine con enorme sofferenza. Resta il fatto che l’Academy, con la sua tipica ironia ritardataria, abbia scelto proprio questo titolo per premiare finalmente l’uomo che aveva già dato tutto al cinema, ignorando i suoi lavori più personali e amati per incoronare quello che lui stesso considerava il suo momento di massima frustrazione creativa.
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