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Lo scherzo del destino che creò un mito: Steven Spielberg racconta come Harrison Ford ottenne il ruolo di Indiana Jones

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Marta Zelioli

Dietro le quinte di un mito: Steven Spielberg rivela quale icona degli anni ’80 avrebbe dovuto interpretare Indiana Jones al posto di Harrison Ford

I retroscena legati ai casting delle più grandi saghe hollywoodiane continuano ad affascinare le generazioni di cinefili, svelando come la storia del cinema sia spesso frutto di incredibili coincidenze e bivi del destino.

Lo scherzo del destino che creò un mito: Steven Spielberg racconta come Harrison Ford ottenne il ruolo di Indiana Jones (foto screen YouTube) – Cinema.it

Molti dei personaggi che oggi consideriamo leggendari e indissolubilmente legati al volto di un determinato interprete sono stati, in realtà, a un passo dall’essere interpretati da attori completamente diversi, capaci di dare un’impronta totalmente differente all’opera. Questi aneddoti, svelati a distanza di decenni dai registi stessi, permettono di comprendere i complessi meccanismi che regolano le produzioni della Golden Age moderna.

Lo sviluppo di un nuovo franchise richiede una serie di intuizioni visive e caratteriali che devono trovare il perfetto punto d’incontro con la disponibilità degli artisti e le rigide regole dei contratti televisivi e cinematografici del periodo. Quando un autore di prima grandezza decide di confessare i dettagli su ciò che sarebbe potuto essere, l’intero immaginario collettivo viene scosso, spingendo gli appassionati a immaginare universi alternativi in cui le grandi icone pop della nostra infanzia hanno sembianze del tutto inedite. L’ultimo clamoroso retroscena riguarda la nascita di uno degli archeologi più famosi del grande schermo.

L’ostacolo contrattuale con la CBS e il provino perfetto di Tom Selleck

Il celebre regista Steven Spielberg ha recentemente riacceso il dibattito sui segreti del cinema rivelando che Harrison Ford non era affatto la prima scelta per interpretare il protagonista de ‘I predatori dell’arca perduta’ del 1981. Durante una recente intervista concessa a un noto podcast statunitense, il cineasta ha confessato che insieme al co-creatore della saga George Lucas aveva inizialmente individuato in Tom Selleck l’interprete ideale per vestire i panni di Indiana Jones.

Selleck, all’epoca una stella emergente e un’autentica icona degli anni Ottanta, si era presentato alle audizioni convincendo pienamente la produzione grazie a un provino giudicato eccellente e ricco di carisma. La regia decise quindi di offrirgli ufficialmente la parte principale, ma le trattative si scontrarono bruscamente con un ostacolo insormontabile di natura contrattuale.

L’ostacolo contrattuale con la CBS e il provino perfetto di Tom Selleck (foto screen YouTube) – Cinema.it

I creatori dell’opera ignoravano infatti che l’attore avesse già firmato un accordo vincolante e di grandissima importanza con la rete televisiva CBS per la realizzazione dell’episodio pilota di Magnum P.I.. Non appena i vertici dell’emittente televisiva vennero a conoscenza del fatto che il cinema era fortemente interessato a Selleck, accelerarono immediatamente le procedure per far partire la produzione della serie poliziesca sul detective privato.

Questo blocco costrinse l’attore a rinunciare alla sceneggiatura del film per dedicarsi alle riprese della serie, che poi avrebbe interpretato con enorme successo per ben otto stagioni fino al 1988. Lo stesso Selleck, nella sua autobiografia intitolata You Never Know, ha ricordato quel provino come un momento fantastico vissuto senza alcuna pressione, ignaro che quel giorno avrebbe potuto cambiare per sempre la sua carriera sul grande schermo.

L’intuizione di Steven Spielberg e lo scetticismo iniziale di George Lucas

Il mancato accordo aprì la strada a uno degli scherzi del destino più fortunati e celebrati della cinematografia mondiale. Spielberg ha infatti ricordato come l’ispirazione per il nuovo protagonista arrivò guardando la performance di Harrison Ford all’interno di Guerre Stellari: L’Impero colpisce ancora.

Il regista propose immediatamente il nome dell’attore a George Lucas, il quale accolse l’idea con un certo scetticismo iniziale, facendo notare al collega che Ford fosse già nell’immaginario collettivo l’incarnazione perfetta di Han Solo. La determinazione di Spielberg si rivelò tuttavia decisiva; il regista convinse l’amico ricordandogli che persino un gigante del genere western come John Wayne aveva interpretato personaggi differenti all’interno delle stesse ambientazioni senza che questo compromettesse la riuscita dei film.

L’intuizione di Steven Spielberg e lo scetticismo iniziale di George Lucas (foto screen YouTube) – Cinema.it

Incassato il definitivo parere favorevole di Lucas, la produzione scelse di affidare l’archetipo dell’avventuriero a Ford, dando vita a un binomio iconico che oggi appare insostituibile a qualsiasi appassionato di cinema. Con la consueta ironia che lo contraddistingue, Spielberg ha voluto scherzare sulle possibili differenze estetiche del personaggio se la parte fosse rimasta a Tom Selleck, sottolineando come l’attore avrebbe probabilmente preteso di mantenere i suoi celebri e inconfondibili baffi anche sul set della pellicola d’avventura.

Resta il fatto che questa rivelazione getta una luce del tutto nuova su come le logiche commerciali della televisione dell’epoca abbiano finito per plasmare involontariamente uno dei capolavori più amati e redditizi della storia del cinema.

Marta Zelioli

Giornalista pubblicista classe '82 appassionata di cronaca nera e cinema. Ho avuto modo di crescere professionalmente come assistente dello scrittore, sceneggiatore e criminologo Donato Carrisi che ha alimentato ulteriormente la mia inclinazione sia per la nera che per il cinema. Lavoro per Web365 dal 2020.

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