The Rip è il film più visto in queste settimane su Netflix, un successo clamoroso che vede protagonisti principalmente Ben Affleck e Matt Damon
Il sodalizio tra Ben Affleck e Matt Damon rappresenta una delle parabole più affascinanti e solide della Hollywood contemporanea.
I due, amici fin dall’infanzia hanno condiviso fin da subito il sogno comune della recitazione, e nel 1997 hanno scosso l’industria hollywoodiana vincendo l’Oscar per la sceneggiatura dello splendido film ‘Will Hunting – Genio ribelle’, un’opera scritta per pura necessità creativa che li ha proiettati istantaneamente nell’Olimpo delle star.
Da allora, il loro lavoro insieme si è evoluto da semplice collaborazione attoriale a una vera e propria visione imprenditoriale: con la fondazione della loro casa di produzione, la Artists Equity, hanno cercato di rivoluzionare i contratti cinematografici, puntando su una distribuzione più equa dei profitti tra le maestranze.
Che si tratti della tensione drammatica di ‘The Last Duel’, del successo commerciale di ‘Air’ o del recente successo su Netflix con ‘The Rip’, (di cui vi stiamo per parlare) la loro forza risiede in un’alchimia rara: una fiducia totale che permette loro di scambiarsi i ruoli di attore, regista e produttore senza conflitti di ego. In un mondo effimero come quello dello spettacolo, il “marchio” Affleck-Damon è diventato sinonimo di narrazioni umane, solide e profondamente radicate nel grande cinema americano d’autore.
A Miami, una squadra d’élite della narcotici guidata dai veterani Dane Dumars (Matt Damon) e Vance Vilar (Ben Affleck) mette a segno il colpo della vita: durante un’irruzione in una “safe house” del cartello, scoprono 20 milioni di dollari in contanti murati all’interno dell’edificio. Invece di seguire il protocollo, i due decidono di tentare il “rip” — il furto dei soldi prima che vengano registrati come prova — convinti che nessuno ne denuncerà mai la scomparsa. Tuttavia, quella che doveva essere un’operazione rapida si trasforma in un incubo claustrofobico.
Il film non è il solito action inventato a tavolino. Il regista Joe Carnahan (lo stesso di “The Grey”) si è ispirato a un evento reale accaduto al suo amico Chris Casiano, un vero capitano della narcotici di Miami. Nella realtà, Casiano e la sua squadra trovarono 20 milioni di dollari murati in una casa. La procedura imponeva di contare ogni singolo dollaro sul posto prima di portarlo via.
Ci misero 42 ore consecutive chiusi lì dentro. Il film gioca proprio su questa tensione: quanto tempo puoi resistere in una stanza piena di soldi prima che la tua moralità (o quella dei tuoi colleghi) inizi a vacillare? Il personaggio di Matt Damon è ispirato proprio a Casiano. Anche il dettaglio del lutto (la perdita del figlio Jake nel film) è un omaggio reale al figlio di Casiano, scomparso di leucemia nel 2021.
Questo film segna un momento storico per l’industria del cinema. È prodotto dalla loro società, la Artists Equity. Come riportato dal The New York Times, per convincere la troupe a dare il massimo nonostante le riprese dure, il duo di attori ha stretto un accordo inedito con Netflix: tutti i 1.200 lavoratori (dai macchinisti agli attori) riceveranno un bonus economico extra se il film raggiungerà determinati obiettivi di visualizzazione.
È la prima volta che un colosso dello streaming accetta di condividere i profitti “bonus” con l’intera crew e non solo con le star. Oltre a Matt Damon e Ben Affleck, il casto comprende dei volti molto interessanti: Steven Yeun (direttamente da Beef e The Walking Dead), Scott Adkins (l’icona dell’action moderno), Teyana Taylor (One Battle After Another) e Sasha Calle (la nuova Supergirl). Inoltre il vero Chris Casiano compare in un cameo nel ruolo del Detective Al Pardo.
Stanley Kubrick come ogni appassionato di cinema, aveva il suo elenco di film che amava…
Il Sundance Film Festival rappresenta il cuore pulsante del cinema indipendente mondiale. Non è solo…
Robert De Niro e Marlon Brando hanno lavorato insieme in un film, il set ha…
Quando una tragedia raggiunge il set cinematografica è un disastro doppio, sia emotivo che lavorativo.…
‘Furore’ è una pellicola del regista John Ford del 1941. Basterebbe questa riga per fermarsi…
Con l’arrivo del nuovo film sul libro 'Cime Tempestose', è tornato di moda anche il…