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Attualità

Cime Tempestose, cosa succede se i giovani non sanno leggere

Published by
Marta Zelioli

Con l’arrivo del nuovo film sul libro ‘Cime Tempestose’, è tornato di moda anche il romanzo, peccato che i giovani di questa generazione non riescano a leggerlo e propongano anche dei ‘metodi’ terrificanti per poter ‘affrontare’ la lettura

Se c’è una cosa positiva dell’uscita di un film tratto da un libro classico è che genera curiosità su un grande romanzo e spinge, chi ancora dovesse non averlo fatto, a tentare la strada della lettura colta.

Cime Tempestose, cosa succede se i giovani non sanno leggere – Cinema.it

Ricordo ‘Cime Tempestose’ come uno dei miei periodi di lettura preferiti, gongolavo tra Jane Austen, Charlotte Brontë, Emily Brontë, Henry James e Thomas Hardy. Affamata di classici, di storie d’amore tormentate e di brughiera travolta dal vento e dalla furia.

Una condizione che ancora oggi determina la direzione dei miei viaggi in Gran Bretagna. Cerco quelle location e tento di vedere con i miei occhi i territori descritti in quelle antiche pagine. Ho sempre invidiato chi ancora non avesse letto quei manoscritti, perché la scoperta di essi li avrebbe portati in quei mondi meravigliosi.
Mi illudevo.

Cime Tempestose rifiutato dalla Gen Z

Come ben sappiamo tutti quanti, anche chi non aveva alcuna intenzione di trarre alcuna informazione in merito, ma grazie al marketing selvaggio si è trovato a carpire che, è stato rifatto il film tratto dal libro ‘Cime Tempestose’ (Wuthering Heights) di Emily Brontë.

I due attori protagonisti sono Jacob Elordi per Heathcliff e Margot Robbie per Catherine. Cime Tempestose, pubblicato nel 1847, è uno dei romanzi più feroci, oscuri e fraintesi della letteratura mondiale. Nel libro vengono affrontati dei temi particolarmente brutali, la scrittrice temeva di essere ignorata, così decise di pubblicarlo con uno pseudonimo maschile.

Cime Tempestose rifiutato dalla Gen Z (foto screen Vogue Germania) – Cinema.it

Emily lo pubblicò come Ellis Bell. Le sue sorelle fecero lo stesso: Charlotte era Currer Bell e Anne era Acton Bell. Molti critici dell’epoca, convinti che l’autore fosse un uomo, rimasero comunque inorriditi dalla “violenza selvaggia” e dalla “rozzezza” dei personaggi. Quando si scoprì che l’autore era una giovane donna cresciuta in una canonica isolata, lo scandalo fu totale.

Emily Brontë usò una tecnica narrativa incredibilmente complessa per l’epoca. La storia non è raccontata da un narratore onnisciente, ma è un racconto riportato: il signor Lockwood scrive nel suo diario ciò che gli racconta la governante Nelly Dean, che a sua volta riporta ciò che ha sentito dai protagonisti. Questo rende il lettore incerto: Nelly Dean è affidabile? Molti critici moderni sostengono che Nelly sia la vera “cattiva” della storia, avendo manipolato gli eventi con i suoi pettegolezzi.

Emily era ossessionata dalla natura selvaggia che circondava la sua casa a Haworth. Il titolo originale, Wuthering, è un aggettivo dialettale locale che descrive l’atmosfera dei venti tumultuosi e fragorosi che soffiano sulla brughiera. Si dice che la scrittrice scrivesse i capitoli più intensi proprio mentre fuori infuriavano le tempeste, integrando la violenza del clima nella psicologia dei personaggi.

Cime Tempestose troppo difficile da leggere per la nuova generazione, cosa sta succedendo

Tutto questo per far comprendere che si tratta di un libro violento, selvaggio e tumultuoso. Un amore tossico e senza redenzione, oscuro e disturbante. Probabilmente la Gen Z, attratta dal trailer del film che sembra più quello di una storia d’amore appassionata, ricca di scene spinte, ha pensato bene che avrebbe ritrovato le stesse cose nel libro. Prima di proseguire vorrei specificare, per Gen Z si intende quelle persone nate approssimativamente tra la metà degli anni ’90 (spesso dal 1995 al 1997) e i primi anni 2010 (fino al 2010-2012), definiti nativi digitali perché cresciuti con internet e la tecnologia mobile fin dall’infanzia.

Come dicevamo, attratti dal trailer un po’ hot avranno pensato di leggere il libro e di trovare in esso una lettura piccante e senza troppe pretese. Il problema è che questi ragazzi non hanno pensato di leggere il romanzo per una loro cultura personale ma giusto per far vedere agli amici sui social che lo stavano facendo, come dichiarato dal New Yorker si è diffusa la lettura performativa: leggere per far vedere agli altri che stai leggendo. Ormai ogni cosa è una dimostrazione per i tuoi followers, persino leggere. Se sei in grado di farlo, si capisce.

Cime Tempestose troppo difficile da leggere per la nuova generazione, cosa sta succedendo – Cinema.it

A quanto pare quindi la Gen Z non è abituata a leggere, a tenere l’attenzione fissa su una pagina dove vengono narrate descrizioni travolgenti di eventi, luoghi e condizioni. La lettura principale per loro sono i social, con didascalie brevi, magari qualche grafica con delle scritte anche grandi per facilitare ulteriormente la lettura. Tutto questo sempre per non farli distrarre, perché avviene con incredibile facilità che l’attenzione salti altrove.

Come ben noto, i classici sono dei racconti approfonditi, dettagliati, ricchi di sfumature e descrizioni. Un lettore inesperto, non avvezzo a manoscritti importanti, per forza di cose si troverà disorientato e con difficoltà di comprensione del testo scritto. Se ben ricordo era in seconda elementare che ci veniva insegnato: ‘analisi e comprensione del testo’. Insomma questi giovani che si sono trovati quindi a dover / voler leggere Cime Tempestose, hanno pensato bene di rifilare dei consigli ai ‘colleghi’ nella loro stessa condizione. A come ‘affrontare’ (!!!) badate bene, non godere ma affrontare, la lettura. Come se fosse un nemico giurato.

La Gen Z non sa leggere – Cinema.it

Navigando su TikTok soprattutto se si vanno a cercare commenti americani si leggono reazioni alla lettura di Cime Tempestose come “ho letti i primi due capitoli ma mi stavo addormentando”. C’è chi offre delle comode e insolite scappatoie, tipo: “Arriva fino al capitolo 5” e ancora “se preferisci usa l’audiolibro”. Un altro utente domanda se la storia con il proseguire della lettura diventa “più facile da comprendere”. Il consiglio che mi ha fatto inorridire di più è stato: “Leggi solo i dialoghi” perché “ci sono troppe descrizioni”.

Secondo una recente analisi di Fortune, l’utilizzo costante dei social ha devastato la capacità di comprensione e di analisi. Lo si individua soprattutto negli studenti del college che arrivano a quell’importante traguardo e non riescono a leggere e comprendere un testo. Come dicevamo: analisi e comprensione del testo scritto.

Sono emersi dei risultati davvero sconfortanti con dei giovani che si avviano rapidamente verso dei livelli di alfabetizzazione appena passabili. A questo punto attendo con ansia l’uscita della nuova serie che dovrebbe essere targata Netflix di Orgoglio e Pregiudizio quando scatenerò la mia ira su chi non sarà in grado di leggere Jane Austen.

La quarta di copertina della mia edizione di Cime Tempestose sembra quasi essere una profezia, riporta un commento di Italo Calvino che dice: “Un classico è un libro che non ha mai finito di dire quel che ha da dire”. Aggiungerei: se lo sai leggere.

Marta Zelioli

Giornalista pubblicista classe '82 appassionata di cronaca nera e cinema. Ho avuto modo di crescere professionalmente come assistente dello scrittore, sceneggiatore e criminologo Donato Carrisi che ha alimentato ulteriormente la mia inclinazione sia per la nera che per il cinema. Lavoro per Web365 dal 2020.

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