Da Troia ricreata in Marocco alle coste della Sicilia: la guida completa alle location mozzafiato di The Odyssey, il film di Christopher Nolan che sta dominando il botteghino
Per trasformare in immagine l’odissea decennale di un re senza patria, la macchina da presa di Christopher Nolan non si è accontentata delle ricostruzioni virtuali o dei teatri di posa. Fedele alla sua proverbiale avversione per il green screen e gli effetti digitali, il regista britannico ha impegnato un budget colossale da 250 milioni di dollari per allestire una produzione nomade e imponente.
«Abbiamo girato il mondo intero per realizzare questo film perché si tratta dell’Odissea», ha confessato il cineasta durante la presentazione al CinemaCon, definendo le riprese «un vero incubo, ma fatto apposta per essere difficile». Un’impresa titanica che ha portato il cast guidato da Matt Damon e Tom Holland ad attraversare coste mediterranee, abissi vulcanici, brughiere scozzesi e distese glaciali.
L’inseguimento del mito è partito naturalmente dalla Grecia, dove la produzione ha ottenuto i permessi per ambientare la storia nel Peloponneso. Tra le insenature della Grotta di Nestore, la caratteristica spiaggia semicircolare di Voidokilia e le imponenti rovine del Castello di Methoni, la pellicola ha radicato la sua componente storica nei luoghi che hanno ispirato il poema omerico.
A questo scenario si è affiancata subito l’Italia, vera spina dorsale geografica della produzione: l’isola di Favignana — tradizionalmente legata al mito dei Ciclopi — e le scogliere vulcaniche delle Isole Eolie (tra cui Lipari, Vulcano e Basiluzzo) hanno offerto lo sfondo perfetto per gli scontri con le divinità e i mostri marini.
Se il Mediterraneo ha regalato al film il suo respiro classico, sono state le tappe più estreme a conferire a The Odyssey quell’atmosfera surreale e aliena tipica del cinema nolaniano.
In Scozia, la costa del Moray Firth, le rovine del castello di Findlater e le spiagge di Burghead sono state allestite con imponenti ricostruzioni di relitti per mettere in scena le tempeste e i naufragi dell’equipaggio di Itaca.
Il regista è poi tornato nell’amata Islanda, sfruttando gli altipiani interni e la zona portuale di Landeyjahöfn per costruire scenari dominati da sabbia nera e ghiacciai, perfetti per evocare l’allucinatorio incontro con le Sirene.
A completare la geografia del film è stato infine il Marocco, meta d’elezione per ricreare la maestosità del mondo antico e l’incipit bellico della storia. Tra le dune di Tahannaout, i vicoli di Essaouira e i paesaggi desertici di Ouarzazate, la produzione ha trovato la sua gemma nel celebre ksar di Aït Benhaddou.
Patrimonio UNESCO e fortezza di mattoni di fango, la cittadella è servita da sfondo per ricostruire la leggendaria città di Troia, regalando al pubblico l’inizio di un viaggio cinematografico maestoso e senza confini.
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