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Tom Hanks, l’incredibile azzardo su Forrest Gump: ha rischiato grosso

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Marta Zelioli

Tom Hanks e Forrest Gump, un film, un personaggio cinematografico passato alla storia, l’incredibile azzardo dell’attore e la scelta poi risultata vincente: ben due incredibili decisioni

La scelta di Tom Hanks avrebbe fatto paura a qualunque attore, ma lui in quel progetto credeva troppo e insieme a Robert Zemeckis, il regista del film, prese una decisione incredibilmente rischiosa.

Tom Hanks, l’incredibile azzardo su Forrest Gump: ha rischiato grosso (foto Ansa) – Cinema.it

Vediamo i film già come opere compiute, ci sediamo alla poltrona del cinema e ci godiamo la pellicola senza conoscere, almeno non subito, tutto quello che ha dovuto affrontare quella determinata opera quando era ancora un progetto in fase embrionale.

Come ogni film che si rispetti, anche “Forrest Gump” vanta un paio di aneddoti davvero notevoli. Tom Hanks aveva sicuramente a cuore quel progetto tanto da decidere di compiere una mossa piuttosto azzardata, una scommessa che come ben sappiamo, ha avuto i suoi ottimi frutti. Non tutti avrebbero rischiato tanto.

Tom Hanks e la scelta pericolosa: “Forrest Gump” ha rischiato grosso

“Forrest Gump” è un film del 1994 del regista Robert Zemeckis, oltre a Tom Hanks nel cast anche Gary Sinise e Robin Wright. Il film narra le vicende di Forrest Gump. Nel dettaglio è lo stesso Forrest che, seduto sulla panchina, mentre aspetta l’autobus, inizia a parlare con diverse persone che si susseguono sedute al suo fianco.

La vita di Forrest è assolutamente eccezionale, ricca di eventi pazzeschi come l’incontro con il presidente degli Stati Uniti o trovarsi coinvolto involontariamente nello scandalo Watergate. La guerra in Vietnam e l’attività nel commercio di gamberi.

Tom Hanks e la scelta pericolosa: “Forrest Gump” ha rischiato grosso (foto redazione) – Cinema.it

La scelta azzardata che fece all’epoca Tom Hanks in merito al progetto “Forrest Gump” fu quello di non farsi dare un salario ma una percentuale degli incassi al botteghino. Il film, è bene rammentarlo, non parla del tipico super eroe, del più classico uomo tutto d’un pezzo, non era uno Steve McQueen insomma, non una scommessa vincente, avrebbe potuto non essere capito e risultare un flop al botteghino.

Forrest nella sua narrazione attraversa anni di storia americana e questo dettaglio poteva risultare stancante, Tom Hanks tuttavia ci credeva moltissimo e la decisione della percentuale non fu l’unica scelta bizzarra. Ne fece un’altra.

Ad un certo punto durante la lavorazione del film, ci furono dei problemi di budget. La produzione si fermò: alcune scene erano considerate troppo costose. In particolare il momento in cui Forrest attraversa a piedi gli Stati Uniti e con il senno di poi, come ben sappiamo, senza quella scena il film sarebbe risultato mutilato.

Tom Hanks e il regista Robert Zemeckis decisero di investire i loro soldi per poter effettuare quelle riprese. Non fecero alcun comunicato stampa, semplicemente e con tutta la naturalezza di chi ama realmente un progetto e ci crede con tutto sé stesso, presero quella decisione. Il film incassò più di 678 milioni di dollari nel mondo e vinse sei premi Oscar, tra cui Miglior Film e Miglior Attore per Hanks. L’attore nel dettaglio guadagnò circa 60 milioni di dollari.

La scena di Forrest che corre vicino la Monument Valley, non è solo stata fondamentale per il film ma è diventata anche un momento iconico del cinema. I turisti di tutto il mondo si radunano a folle per poter replicare quel momento. Conoscendo tutto l’impegno dietro la realizzazione di questa scena, acquista sicuramente ulteriore valore, pensare a Tom Hanks che mette tutto sé stesso per far funzionare qualcosa in cui crede: “Corri Forrest, corri…”.

Marta Zelioli

Giornalista pubblicista classe '82 appassionata di cronaca nera e cinema. Ho avuto modo di crescere professionalmente come assistente dello scrittore, sceneggiatore e criminologo Donato Carrisi che ha alimentato ulteriormente la mia inclinazione sia per la nera che per il cinema. Lavoro per Web365 dal 2020.

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