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Una poltrona per due, il sequel che nessuno ha mai visto e che era atteso da tanti anni

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Fabio Scapellato

Una poltrona per due è un classico del cinema americano e qui in Italia è diventato il film di Natale per eccellenza, sapevate che Dan Aykroyd aveva proposto una trama per il sequel, ma che ad oggi nessuno ha accolto la sua proposta? Scopriamo come si sarebbe sviluppata la storia del cult.

L’inizio degli anni ’80 è stato un momento magico per Dan Aykroyd, tra il successo di Ghostbusters, Indiana Jones, Blues Brothers e quello di Una poltrona per due, l’attore sembrava in rampa di lancio per conquistare un posto di primissimo piano nell’industria cinematografica, ma dagli anni ’90 in poi la sua presenza in pellicole rilevanti – complice anche un cambio del gusto del pubblico – si è andata via via diradando.

Una poltrona per due, il sequel che nessuno ha mai visto e che era atteso da tanti anni – Ansa Foto – cinema.it

Dan ha continuato e continua ad essere ancora oggi un attore molto richiesto nel cinema hollywoodiano, ma spesso per parti minori, ed infatti la sua popolarità è ancora legata a quei film degli anni ’80 che nel frattempo sono diventati di cult e che, soprattutto in Italia dove c’è la cultura delle repliche, vengono riproposti a cadenza annuale.

Tra i grandi successi dell’attore americano, quello che viene trasmesso ogni Natale è Una poltrona per due, commedia che lo vede recitare un ruolo di co-protagonista con Eddy Murphy e che rappresenta una polemica leggera sul mondo della finanza e del capitalismo, dove titoli di studio, background e rapporti confidenziali equivalgono a carta straccia per chi quelli che il gioco lo conducono.

Il tutto viene raccontato con la leggerezza di una fiaba, le vittime di questo crudele gioco vengono messe in contrapposizione e inizialmente agiscono esattamente come vogliono i loro malvagi manovratori. Solo quando comprendono l’insensatezza di questa lotta fratricida, trovano un modo per capirsi, stimarsi ed elaborare una controffensiva che porta ad un lieto fine per entrambi.

Il sequel di Una poltrona per due che non è mai stato girato

Proprio il lieto fine, il messaggio di fondo che con la collaborazione e l’altruismo si può sovvertire qualsiasi ingiustizia, è ciò che rende questo film perfetto per le festività natalizie, periodo dell’anno in cui si è spinti dalla convenzione sociale a riunirsi con gli affetti più cari ed in cui si è portati a riflettere sull’importanza del calore umano.

Il sequel di Una poltrona per due che non è mai stato girato – Ansa Foto – cinema.it

Per anni i fan della pellicola hanno sperato che venisse realizzato un sequel o un remake, cosa non impossibile in un periodo in cui proprio le perle degli anni ’80 stanno ricevendo seguiti finalizzati a sfruttarne la popolarità e perché no – come nel caso di Ghostbusters – dare inizio ad una nuova trilogia.

Una poltrona per due è un film inadatto a creare una serie, ma un sequel delle vicende dei due protagonisti sarebbe stato possibile, per altro nel 2023 Dan Aykroyd ha svelato di aver proposto il progetto di un seguito a chi ne detiene i diritti: “L’anno scorso ho ideato un sequel per Eddie Murphy e me che ho presentato alla Paramount. Mi hanno ascoltato con entusiasmo. Ma non so se lo faranno mai”.

L’attore nell’occasione non ha voluto spoilerare nemmeno una parte della possibile trama, probabilmente nella speranza che la sua idea venisse alla fine presa in considerazione. A distanza di due anni da quell’intervista non è stato fatto alcun annuncio da Paramount, ma la speranza che alla fine abbiano accettato rimane, magari per il Natale 2026 potremo vedere ancora una volta Una poltrona per due, ma questa volta al cinema.

Fabio Scapellato

Sono laureato in Lingue, percorso Scienze per la comunicazione internazionale. Appassionato di giornalismo sin dal Liceo, scrivo da anni per blog, siti e testate giornalistiche e sono da diverso tempo giornalista pubblicista. Ho una passione smodata per il calcio e per gli sport in generale con preferenza per il Basket, la MotoGp, il Tennis e la Pallavolo. Amante del cinema d’autore, consumo nel tempo libero vagonate di serie tv, film, videogame e libri. Ritengo che la forma di narrazione più completa che ci sia oggi sia quella videoludica, anche se, come ogni medium giovane, deve ancora superare il preconcetto della massa.

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