Il timore di Anne Hathaway sul set di Christopher Nolan: ecco perché l’attrice pensava di aver offeso il regista di The Odyssey
La costruzione di un sodalizio artistico a Hollywood è un percorso fatto di stima reciproca, comprensione silenziosa e, talvolta, di sottili e umane insicurezze.

Nel corso della sua straordinaria carriera, Anne Hathaway ha saputo legare il proprio nome ad alcuni dei progetti più ambiziosi del cinema contemporaneo, ma è sotto la guida di Christopher Nolan che l’attrice ha trovato una dimensione interpretativa di eccezionale maturità.
Dopo aver vestito i panni di Catwoman in Il Cavaliere Oscuro – Il Ritorno e aver affrontato i confini dello spazio-tempo in Interstellar, la Hathaway si appresta a tornare sul grande schermo come protagonista femminile di The Odyssey, l’attesissimo adattamento del poema omerico in uscita nelle sale il 17 luglio.
Questo terzo capitolo della loro collaborazione non rappresenta solo un traguardo professionale per l’attrice, ma consolida la sua posizione all’interno di una cerchia ristrettissima di interpreti a cui il regista britannico affida le sue visioni più complesse.
Eppure, la strada verso questa nuova sinergia non è stata priva di dubbi interiori per il premio Oscar. Il lungo intervallo temporale che ha separato il viaggio interstellare della pellicola del 2014 dal nuovo set mitologico ha alimentato nell’attrice insoliti e ironici timori, svelando un retroscena finora rimasto inedito sulla percezione del loro rapporto professionale.
Le paranoie di Anne Hathaway e quel segreto che il cast non ha osato svelare
Durante una recente apparizione al celebre talk show Late Night with Seth Meyers, l’attrice ha confessato con una buona dose di autoironia come la prolungata assenza dalle successive produzioni di Nolan — che nel frattempo aveva diretto opere come Dunkirk, Tenet e Oppenheimer senza coinvolgerla — l’avesse spinta a interrogarsi scherzosamente sulla qualità dei loro trascorsi.
La Hathaway ha ammesso di aver temuto, nel corso degli anni, di aver pronunciato qualche parola fuori posto o di aver involontariamente urtato la sensibilità del regista durante le riprese nello spazio profondo di Interstellar, salvo poi accogliere con immenso sollievo e gratitudine la tanto attesa chiamata per il ruolo di Penelope, la devota moglie di Ulisse (interpretato da Matt Damon).

La complessità del rapporto tra il regista e il suo cast stellare, che per The Odyssey comprende nomi del calibro di Tom Holland, Lupita Nyong’o, Robert Pattinson e Zendaya, è emersa con forza anche durante un’intervista corale al programma Today.
Proprio mentre si discuteva del monumentale sforzo produttivo — un set durato 91 giorni che ha toccato sei paesi diversi per dare vita al primo lungometraggio interamente girato in pellicola IMAX 70mm —, la Hathaway ha svelato la presenza di un timore reverenziale condiviso da tutti gli attori. Nessuno di loro, infatti, ha mai avuto il coraggio di chiedere a Nolan cosa lo avesse convinto che fossero i candidati ideali per quei ruoli leggendari.
La risposta del regista ha tuttavia spento ogni dubbio, chiarendo come il suo processo creativo escluda totalmente la notorietà o il carisma delle star in fase di scrittura: la sceneggiatura nasce sempre al servizio della storia e del personaggio, e solo in un secondo momento, a stesura ultimata, viene avviata la ricerca dei volti capaci di incarnare quelle anime sulla pellicola.
Il film ‘The Odyssey’ è nelle sale italiane da oggi, 16 luglio.




