La vera storia dietro The Idaho Murders: College Nightmare, di Netflix

Il delitto dell’università dell’Idaho raccontato su Netflix: come gli investigatori sono risaliti a Bryan Kohberger e il dramma dei parenti rimasti senza un perché

Il 13 novembre 2022 la tranquillità della cittadina universitaria di Moscow, nell’Idaho, è stata spazzata via da un massacro che ha sconvolto l’intera opinione pubblica americana. Quattro giovani studenti — Ethan Chapin, Kaylee Goncalves, Xana Kernodle e Madison Mogen — sono stati spietatamente uccisi a coltellate in una casa a pochi passi dal campus.

I 4 volti delle vittime, 4 giovani ragazzi
La vera storia dietro The Idaho Murders: College Nightmare, di Netflix (foto screen YouTube) – Cinema.it

A distanza di quattro anni da quell’incubo, la nuova docuserie in tre parti di Netflix, The Idaho Murders: College Nightmare, ripercorre minuziosamente l’indagine che ha portato all’arresto di Bryan Kohberger, uno studente di dottorato in criminologia della vicina Washington State University.

Il filmato analizza come la polizia sia riuscita a incastrarlo grazie a una traccia di DNA isolata sul fodero di un coltello lasciato sulla scena del crimine, ai tracciati della sua auto e ai segnali del cellulare staccato proprio nelle ore dell’aggressione.

Attraverso testimonianze dirette di inquirenti, amici e compagni di corso, il documentario tenta di tratteggiare la personalità schiva e inquietante di Kohberger. Una sua ex compagna di classe racconta di come lo studente dominasse aggressivamente le lezioni dedicate ai serial killer, vivendo isolato dal resto del mondo, mentre altre studentesse hanno riferito di suoi comportamenti persecutori.

La ricerca del movente reale rimane tuttavia l’enigma irrisolto di tutta la vicenda. Come ammesso dal capo della polizia di Moscow, Anthony Dahlinger, non si è mai capito perché l’omicida abbia scelto proprio quella casa e quei quattro ragazzi, lasciando spazio all’ipotesi che Kohberger stesse tentando di mettere in pratica il “delitto perfetto” studiato sui libri di testo.

La decisione di Kohberger di dichiararsi colpevole nel luglio del 2025, accettando la pena dell’ergastolo a un passo dal dibattimento per evitare la sedia elettrica, ha lasciato reazioni profondamente contrastanti tra i familiari delle vittime. Per alcuni parenti, come la sorella di Xana Kernodle, l’accordo ha consentito di risparmiare il trauma emotivo di un lungo processo in aula; per altri, la mancata condanna a morte ha il sapore di un’ingiustizia.

Il padre di Kaylee Goncalves ha liquidato la prigione definendola quasi una “concessione” eccessiva per un mostro, mentre la rabbia principale di tutti i genitori resta legata al fatto che l’omicida non sia stato costretto a spiegare il perché delle sue azioni.

Sviluppi shock dal carcere: Kohberger ritratta e chiede un nuovo processo

A riaccendere la tensione, proprio in concomitanza con il debutto del progetto su Netflix, è arrivata una scioccante intervista telefonica rilasciata da Kohberger al New York Times dal carcere di massima sicurezza a sud di Boise. L’uomo ha dichiarato di aver presentato un’istanza ufficiale per ritirare la propria ammissione di colpevolezza, proclamando la propria estraneità ai fatti:

«La mia effettiva innocenza è la mia verità e il patteggiamento, viziato da false promesse e palese disinformazione, deve essere annullato». Sostenendo di essere stato spinto al patteggiamento da indicazioni errate dei propri legali — i quali gli avrebbero promesso garanzie irrealistiche sulle condizioni di detenzione — Kohberger si dice pronto ad affrontare un processo formale, dichiarandosi persino disposto a rischiare nuovamente la pena di morte.

Due ragazze abbracciate nella foto a sinistra e un ragazzo e una ragazza nella foto a destra
Sviluppi shock dal carcere: Kohberger ritratta e chiede un nuovo processo (foto screen YouTube) – Cinema.it

A complicare ulteriormente il quadro si aggiungono le recenti dichiarazioni di Brent Turvey, uno scienziato forense che ha lavorato per la difesa, il quale ha apertamente criticato l’accordo sostenendo l’ipotesi della presenza di più esecutori e sollevando dubbi sulla repertazione delle prove.

La mossa di Kohberger ha scatenato la durissima reazione della famiglia Goncalves, che lo ha paragonato a «un parassita dal quale non si riesce a liberarsi», lamentando come le energie spese per tentare di liberare un colpevole dovrebbero essere dedicate unicamente al ricordo delle giovani vittime.

Mentre l’Avvocato Generale dell’Idaho ha assicurato che la giustizia farà il suo corso per mantenere salda la condanna, le risposte a questo dramma sembrano allontanarsi ancora una volta.