La Resurrezione di Cristo di Mel Gibson prende forma: ecco perché il kolossal biblico non sarà una storia lineare e arriverà in due parti
Intervenuto al Fan Expo di Boston, Mel Gibson ha finalmente rotto il silenzio su uno dei progetti più ambiziosi, complessi e attesi della sua intera carriera cinematografica: La Resurrezione di Cristo.

A più di vent’anni dal successo planetario de La Passione di Cristo (2004) — pellicola capace di incassare oltre 600 milioni di dollari e di scatenare un dibattito culturale senza precedenti —, il regista e attore due volte premio Oscar ha fornito dettagli fondamentali sulla struttura dell’opera, confermando in maniera definitiva che la storia uscirà nelle sale cinematografiche divisa in due capitoli distinti.
A scanso di equivoci, il cineasta settantenne ha tenuto a precisare che la scelta di spezzare il racconto non è dipesa da logiche commerciali adottate a riprese ultimate o in fase di montaggio, bensì da una precisa esigenza drammaturgica impostata fin dalle prime fasi di scrittura: «Era previsto direttamente nella sceneggiatura, c’era un punto di rottura del tutto naturale. Si tratta di una Parte Uno e di una Parte Due ben distinte tra loro: penso che siano due opere assolutamente a sé stanti, ma che allo stesso tempo si completano a vicenda».
Dietro la genesi di questa monumentale produzione non c’è una decisione improvvisata, ma un lavoro di preparazione lungo e meticoloso. Gibson ha infatti spiegato di aver dedicato oltre vent’anni di studi e ricerche storiche sul concept, accompagnati da quasi un decennio focalizzato esclusivamente sulla stesura finale del copione.
L’obiettivo dichiarato è quello di distanziarsi da qualsiasi approccio meramente agiografico, romanzato o favolistico, puntando a una ricostruzione rigorosa che poggia sulle testimonianze scritte di ben 17 storici laici dell’epoca, chiamati a confermare la storicità dei fatti narrati.
Un puzzle non lineare: la sfida narrativa e le date d’uscita al cinema
Il vero cuore dell’operazione risiede tuttavia nella complessità della struttura narrativa, che abbandonerà programmaticamente la cronologia classica per offrire allo spettatore un’esperienza più profonda, concettuale e articolata. Spiega infatti Gibson:
«Non stiamo raccontando una favola e l’obiettivo principale è rendere l’evento credibile e comprensibile al tempo stesso, il che rappresenta una sfida straordinariamente difficile. Per questo motivo non si può semplicemente raccontare la storia in modo lineare: bisogna giustapporre l’evento reale a molti altri eventi storici per riuscire a coglierne il significato profondo. È come ricomporre un grande puzzle».

La fase di produzione principale è ormai alle spalle e le riprese di entrambi i lungometraggi sono state completamente ultimate. La distribuzione nelle sale avverrà con la formula del doppio evento a distanza di un anno l’uno dall’altro: la prima parte de La Resurrezione di Cristo debutterà al cinema il 26 marzo 2027, mentre la seconda e conclusiva parte arriverà sul grande schermo il 6 maggio 2028.
Cosa succede al progetto di Arma Letale 5
A margine della presentazione del kolossal biblico, Mel Gibson ha approfittato della platea di Boston per offrire un importante aggiornamento sul fronte del cinema d’azione, confermando che il copione di Arma Letale 5 è pronto ed è persino superiore a tutti i capitoli precedenti.
La nuova storia vedrà i leggendari Riggs e Murtaugh visibilmente invecchiati — uno ormai in pensione e l’altro relegato a un lavoro d’ufficio —, in un contesto d’azione viscerale e privo di grandi esplosioni digitali, ricalcato sul ritmo di un inseguimento a piedi alla Apocalypto.
Dopo i lunghi rinvii dovuti alle riorganizzazioni societarie della Warner Bros., il regista si è detto fiducioso che i recenti assetti industriali legati a Paramount possano finalmente sbloccare la produzione, ipotizzando un arrivo del film al cinema entro un anno circa.





