“Mi vergognerei di questa sceneggiatura”: la traduttrice dell’Odissea stronca il film di Christopher Nolan

La traduttrice di Omero Emily Wilson attacca The Odyssey di Christopher Nolan: la recensione al vetriolo sulla London Review of Books e le critiche feroci alla sceneggiatura del kolossal con Matt Damon

Mentre la critica cinematografica globale celebra The Odyssey come un capolavoro assoluto destinato a ridefinire il genere e il box office mondiale continua a registrare incassi record, da Londra arriva una voce fuori dal coro capace di far tremare le fondamenta del kolossal.

Christopher Nolan
“Mi vergognerei di questa sceneggiatura”: la traduttrice dell’Odissea stronca il film di Christopher Nolan (foto Ansa) – Cinema.it

A firmare l’attacco più feroce ed circostanziato al tredicesimo lungometraggio di Christopher Nolan non è un detrattore qualunque, ma Emily Wilson, la celebre studiosa la cui traduzione del poema omerico del 2017 era stata indicata dallo stesso regista britannico come la principale fonte di ispirazione per la scrittura del film con Matt Damon, Anne Hathaway e Tom Holland.

In un lungo e spietato saggio pubblicato sulla prestigiosa London Review of Books, la latinista e grecista ha smontato pezzo per pezzo la struttura drammaturgica dell’opera.

«Mi vergognerei di aver scritto anche solo una parte di questa sceneggiatura», ha sentenziato senza mezze misure la docente, definendo l’impianto narrativo artificioso, privo di motivazioni psicologiche credibili per i personaggi e persino puritano nella rappresentazione su schermo: «La sceneggiatura è pessima. Nessuno dei personaggi ha una motivazione convincente per le proprie azioni o parole. Non ci sono scene di sesso e tutto il cibo sembra orribile».

Spettacolo visivo contro spessore letterario: il verdetto della studiosa

Il giudizio della Wilson mette a nudo la storica frizione tra la grandiosità visiva del cinema di Nolan e la complessità intima della grande letteratura classica. Pur riconoscendo al regista una straordinaria capacità tecnica nella messa in scena di giganti imponenti ed esplosioni spettacolari, la studiosa ha descritto il film come «uno spettacolo audiovisivo adatto a tutta la famiglia, come un elaborato spettacolo pirotecnico del 4 luglio, e con un livello di narrazione e profondità emotiva pressoché identico».

Anche la gestione delle figure femminili — punto su cui Nolan aveva dichiarato di aver lavorato a lungo — non ha convinto l’autrice: la presenza di attrici del calibro di Zendaya, Charlize Theron e Lupita Nyong’o non colmerebbe la scarsa consistenza dei dialoghi loro affidati rispetto alla ricchezza del testo originale.

Matt Damon indossa l'armatura e veste i panni di Ulisse, alle sue spalle si intravede un pezzo di imbarcazione
Spettacolo visivo contro spessore letterario: il verdetto della studiosa (foto screen YouTube) – Cinema.it

Nonostante la bocciatura senza appello sul piano artistico, la traduttrice ha comunque voluto riconoscere al film un indiscusso merito culturale e sociale per l’impatto generato fuori dalle sale. L’opera sta infatti riportando milioni di spettatori al cinema trasformando un poema antico in un evento pop globale, mentre le vendite delle traduzioni dell’Odissea — inclusa la sua — stanno registrando un’impennata clamorosa in tutte le librerie.

Fenomeno che era accaduto anche in occasione di un altro film uscito di recente, ‘Cime Tempestose’ e che, se ricordate, non aveva avuto grande successo da questo punto di vista: la Gen Z non riusciva infatti a leggerlo ritenendolo troppo complesso e trovandosi a intraprendere soluzioni terrificanti come saltare interi capitoli e leggere solo i dialoghi.

Inoltre, questo rinnovato entusiasmo collettivo potrebbe spingere gli amministratori universitari a tutelare i dipartimenti di letteratura, storia e lingue classiche da futuri tagli di bilancio. Una consolazione non da poco per la studiosa che, pur ringraziando il regista per aver riavvicinato le masse alla lettura, continua a considerare il kolossal un’opportunità narrativa mancata.