%26%238220%3BChi+diavolo+%C3%A8+Harrison+Ford%3F%26%238221%3B%3A+Ridley+Scott+svela+i+retroscena+e+le+scommesse+dietro+il+mito+di+Blade+Runner
cinemait
/film/chi-diavolo-e-harrison-ford-ridley-scott-svela-i-retroscena-e-le-scommesse-dietro-il-mito-di-blade-runner/amp/
Film

“Chi diavolo è Harrison Ford?”: Ridley Scott svela i retroscena e le scommesse dietro il mito di Blade Runner

Published by
Marta Zelioli

Una prestigiosa classifica incorona l’opera cyberpunk del 1982. Dai dubbi dei finanziatori all’intuizione di Ridley Scott: ecco come è nato il capolavoro assoluto del cinema

Ci sono opere cinematografiche che non si limitano a raccontare il futuro, ma riescono nell’impresa di plasmarlo, dettando le regole estetiche e filosofiche per i decenni a venire. All’interno del panorama fantascientifico, poche pellicole possiedono la forza iconografica e la profondità concettuale di Blade Runner, il capolavoro diretto da Ridley Scott nel 1982.

“Chi diavolo è Harrison Ford?”: Ridley Scott svela i retroscena e le scommesse dietro il mito di Blade Runner (foto screen YouTube) – Cinema.it

A sancire una volta di più lo status leggendario di questo cult intramontabile ci ha pensato la celebre testata Collider, che ha recentemente pubblicato una classifica destinata a far discutere i cinefili di tutto il mondo: i “10 capolavori cinematografici di fantascienza più importanti degli ultimi 50 anni”.

La selezione, che ha preso in esame le pietre miliari distribuite a partire dal 1976, include titoli memorabili e popolarissimi come il distopico District 9 (2009), l’intramontabile Ritorno al futuro (1985) e lo stesso dittico xenomorfo composto da Alien (1979) e dal suo sequel Aliens (1986).

Tuttavia, il gradino più alto del podio è andato indiscutibilmente alla Los Angeles spettrale e piovosa di Rick Deckard. Tratto dal celebre romanzo del 1968 di Philip K. Dick, Il cacciatore di androidi (Do Androids Dream of Electric Sheep?), il film si conferma un’opera cruda, ipnotica e straordinariamente realistica, forte di valutazioni eccezionali che resistono al tempo (89% di recensioni positive su Rotten Tomatoes e un solido 84% su Metacritic).

La genesi di questo trionfo, però, è stata tutt’altro che semplice. In una approfondita intervista concessa a GQ, Ridley Scott è tornato a riflettere sulla complessa gestazione della pellicola, rivelando di aver lavorato a stretto contatto con lo sceneggiatore Hampton Fancher per ben cinque mesi prima di trovare la chiave di volta per lo script. Il regista ha ammesso di aver inizialmente considerato il testo di Dick troppo stratificato e sovraccarico di sottotrame per poter funzionare sul grande schermo. La svolta arrivò quando, d’accordo con Fancher, decise di asciugare la narrazione concentrandosi sul nucleo più intimo e tragico della storia: le vicende di un cacciatore di taglie che finisce per innamorarsi perdutamente della sua stessa preda.

Le scommesse sul cast: da un Harrison Ford “sconosciuto” alla folgorazione per Sean Young

Oltre alla riscrittura tematica, a decretare il successo senza tempo di Blade Runner furono le intuizioni radicali di Scott in fase di casting, spesso portate avanti contro lo scetticismo degli stessi produttori. Il regista ha infatti svelato un aneddoto memorabile legato alla scelta di Harrison Ford per il ruolo del tormentato protagonista, Rick Deckard. Nonostante l’attore avesse già prestato il volto all’iconico Han Solo in Guerre Stellari (1977) e ne L’Impero colpisce ancora (1980), Scott non lo considerava affatto una star affermata, e lo stesso scetticismo era condiviso dai finanziatori del progetto.

Il regista ha ricordato con ironia il momento in cui uno dei principali investitori, vedendo Ford – fresco del successo sul Millennium Falcon – firmare per la parte, gli domandò perplesso: “Ma chi diavolo è Harrison Ford?”. La risposta di Scott fu profetica nella sua estrema sintesi: “Lo scoprirai presto”.

Le scommesse sul cast: da un Harrison Ford “sconosciuto” alla folgorazione per Sean Young (foto screen YouTube) – Cinema.it

Altrettanto meticolosa fu la ricerca dell’interprete per il ruolo della replicante Rachael. Scott era ossessionato dall’idea di trovare un’attrice che emanasse lo stesso fascino magnetico e senza tempo di Vivien Leigh, l’indimenticabile Rossella O’Hara di Via col vento. La ricerca si concluse quando il regista si imbatté in una giovanissima Sean Young, all’epoca appena diciottenne e con zero esperienza cinematografica alle spalle.

Scommettere su un’esordiente assoluta per un ruolo così etereo e centrale si rivelò l’ennesimo colpo di genio di una produzione travagliata ma miracolosa. L’incoronazione da parte di Collider dimostra che, a quasi mezzo secolo di distanza, quel futuro al neon, intriso di malinconia e domande esistenziali sulla natura dell’anima, continua a essere lo specchio più fedele e straordinario delle nostre stesse paure umane.

Marta Zelioli

Giornalista pubblicista classe '82 appassionata di cronaca nera e cinema. Ho avuto modo di crescere professionalmente come assistente dello scrittore, sceneggiatore e criminologo Donato Carrisi che ha alimentato ulteriormente la mia inclinazione sia per la nera che per il cinema. Lavoro per Web365 dal 2020.

Recent Posts

Angela Lansbury contro Charles Manson: quella volta che la “Signora in giallo” salvò sua figlia dalla setta

Molto prima di risolvere delitti in televisione, la celebre attrice ha dovuto affrontare il male…

10 ore ago

Yorgos Lanthimos batte ‘Parasite’ e ‘Get Out’ nella classifica dell’originalità

In un'epoca dominata da sequel e reboot, una prestigiosa classifica incorona l'opera che ha trasformato…

2 giorni ago

L’imprevedibile destino di Travis Bickle: De Niro confessa la sorpresa dietro il cult di Scorsese

Una New York spettrale, un tassista alienato e una battuta improvvisata davanti allo specchio. Robert…

3 giorni ago

Verità o mito? Le versioni contrastanti sui cinque giorni di “tortura” sul set de ‘Gli uccelli’

Tra la memoria drammatica di Tippi Hedren e i protocolli della troupe: la ricostruzione definitiva…

4 giorni ago

Riemerge il film horror che si credeva distrutto perché troppo spaventoso

Una leggenda metropolitana che dura da cinquant'anni. Un appassionato scova in un magazzino il film…

5 giorni ago

Nella stanza buia con Max Cady: Javier Bardem e la richiesta di benedizione a Robert De Niro

Una proiezione privata in solitudine a Madrid, una bibita e una preghiera spirituale. Javier Bardem…

6 giorni ago