Per la prima volta interamente in IMAX, il viaggio di Ulisse diventa un’esperienza sensoriale senza precedenti. Ecco tutto quello che c’è da sapere sull’uscita dell’anno
Ci sono registi capaci di trasformare ogni nuova produzione in un evento culturale di portata planetaria, catalizzando l’attention di critica e pubblico ben prima che le luci in sala si spengano. Sulla scia del trionfo agli Oscar con Oppenheimer, Christopher Nolan ha deciso di abbandonare le complesse architetture della fisica atomica e della storia contemporanea per compiere un balzo all’indietro nel tempo, tuffandosi nelle radici stesse della letteratura occidentale.
Il suo prossimo, attesissimo progetto come ben noto si intitola L’Odissea (The Odyssey), un monumentale adattamento del leggendario poema epico di Omero che segnerà il debutto assoluto del cineasta britannico nel genere della narrativa storica. L’uscita nelle sale, prevista per il prossimo 16 luglio, promette un’esperienza visiva totale grazie a una miscela esplosiva di azione drammatica, avventura e fedeltà mitologica.
Annunciato per la prima volta nel dicembre 2024, il film è stato descritto dallo stesso Nolan come la produzione più grande, complessa e impegnativa della sua intera carriera. Con un budget stimato che si aggira intorno ai 250 milioni di dollari, l’opera si attesta ufficialmente come il progetto più costoso mai realizzato dal regista. La pellicola godrà di una distribuzione massiccia nei formati cinematografici standard, nei circuiti Premium Large Format e, soprattutto, nei cinema IMAX prima di approdare, in un secondo momento, sulla piattaforma streaming Peacock.
La lavorazione ha toccato vette di puro sperimentalismo tecnico: le riprese principali, durate 91 giorni tra febbraio e agosto del 2025, si sono svolte in sei diverse nazioni, toccando Marocco, Grecia, Italia, Islanda, Scozia e Malta, rendendo questo lungometraggio il primo nella filmografia di Nolan a essere interamente girato con cineprese IMAX native.
Nonostante Nolan abbia rassicurato i puristi descrivendo la sceneggiatura come una rilettura in gran parte fedele al testo omerico, il regista ha ammesso ai microfoni di Time di aver introdotto alcune significative variazioni strutturali. Il focus della narrazione esplorerà più a fondo il rapporto e le interazioni psicologiche tra il re di Itaca e il figlio Telemaco, offrirà una rappresentazione decisamente più benevola e sfaccettata della potente maga Circe e regalerà al pubblico un epilogo molto più complesso e stratificato della decennale guerra di Troia. Un genere, quello del peplum mitologico, che Nolan aveva già sfiorato all’inizio degli anni Duemila, quando fu preso in considerazione per la regia di Troy prima che il timone passasse definitivamente a Wolfgang Petersen.
Per dare corpo e voce agli eroi e alle divinità dell’antica Grecia, il regista ha radunato un cast monumentale e trasversale. Matt Damon veste i panni del mitico e astuto Ulisse, affiancato da Tom Holland nel ruolo del giovane Telemaco e da Anne Hathaway in quello della fedele Penelope. Il ricco nucleo di personaggi vede inoltre Zendaya calarsi nelle vesti della dea Atena, protettrice del viaggio dell’eroe, mentre Robert Pattinson interpreta lo spietato e ambizioso pretendente Antinoo e Charlize Theron assume le sembianze della ninfa immortale Calipso.
La pluripremiata Lupita Nyong’o affronta il duplice ruolo delle leggendarie sorelle Elena di Troia e Clitennestra, affiancata da Jon Bernthal nei panni di Menelao, Benny Safdie in quelli di Agamennone e John Leguizamo nel ruolo del fedele servitore Eumeo. Lo spettacolo visivo includerà anche figure mitologiche imponenti, come il ciclope Polifemo interpretato da Bill Irwin, e la potente incantatrice Circe, che avrà il volto di Samantha Morton. A completare il gruppo principale ci saranno Himesh Patel nel ruolo del fidato luogotenente Euriloco e Mia Goth nelle vesti dell’ancella Melanto, oltre alla partecipazione in ruoli ancora avvolti nel mistero di star come Elliot Page e del rapper Travis Scott.
Come spesso accade per le opere di questa portata, la campagna promozionale ha immediatamente acceso infuocate discussioni sul web. Il secondo trailer ufficiale, rilasciato lo scorso 5 maggio, ha attirato diverse critiche da parte dei puristi storici a causa della scelta di utilizzare dialoghi spiccatamente moderni in un contesto antico, con alcune sequenze condivise da Robert Pattinson e Tom Holland finite nel mirino dei social per l’evidente e marcato accento americano mantenuto dai due interpreti britannici.
Le polemiche più aspre hanno però riguardato la presunta mancanza di autenticità culturale nell’attribuzione dei ruoli principali e l’assenza di interpreti di origine greca nei ruoli chiave. In particolare, il casting di Lupita Nyong’o nel ruolo di Elena di Troia ha scatenato un acceso dibattito online legato al fenomeno del cambio di etnia rispetto alle rappresentazioni tradizionali del personaggio, costringendo la stessa attrice e il regista a intervenire pubblicamente per difendere la legittimità artistica di una scelta basata unicamente sul talento drammatico.
Con le ulteriori indiscrezioni che vorrebbero Elliot Page nei panni del semidio Achille e Travis Scott nelle vesti di un bardo, L’Odissea si preannuncia non solo come uno spettacolo visivo imponente, ma come un’opera provocatoria capace di ridefinire il modo in cui il cinema contemporaneo dialoga con i miti del passato.
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