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‘Cime Tempestose’: tra l’inchiostro di Emily e il gloss di Emerald. Cosa resta del classico

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Marta Zelioli

Non si può sicuramente accusare ‘Cime Tempestose’ della regista Emerald Fennell di essere un fedele adattamento del romanzo del 1847 di Emily Brontë

Naturalmente la fedeltà non sembra interessarle minimamente. Il film è torbido, lugubre e selvaggio, la nuova pellicola della regista di ‘Saltburn’ e ‘Una donna promettente’ è incentrato sulla sua relazione illecita, condotta da Margot Robbie e Jacob Elordi.

‘Cime Tempestose’: tra l’inchiostro di Emily e il gloss di Emerald. Cosa resta del classico (foto screen YouTube trailer) – Cinema.it

Cime Tempestose’ con Margot Robbie e Jacob Elordi è finalmente arrivato nelle sale. Dopo mesi e mesi di attesa tra spoiler e method marketing estremamente aggressivo, il pubblico può finalmente godersi la pellicola. Tuttavia se si tratta di un pubblico appassionato del classico romanzo amato da generazioni e generazioni, dovrà tenere presente che l’atmosfera e le scene piccanti non sono l’unica differenza tra i due lavori, quello letterario e quello cinematografico.

Cime Tempestose il nuovo film con Margot Robbie e Jacob Elordi: le differenze con il romanzo

Siamo nello Yorkshire rurale del XVIII secolo, ma se non fosse per l’erica, potrebbe benissimo essere la superficie di Marte. Queste brughiere disseminate di massi sono un solitario parco giochi per la giovane Catherine Earnshaw (interpretata da bambina dalla coraggiosa esordiente Charlotte Mellington), che vive in una fattoria isolata e fatiscente con il padre sempre più ubriaco e indigente.

Una sera di baldoria, Earnshaw torna con un trovatello: si tratta di Heathcliff, interpretato da bambino da Owen Cooper, la giovane star di ‘Adolescence’. Il ragazzo diventa presto il compagno di giochi di Cathy, ma sotto la loro turbolenta unione adottiva-fraterna si cela qualcosa di oscuro e carico di tabù.

Cime Tempestose il nuovo film con Margot Robbie e Jacob Elordi: le differenze con il romanzo (foto screen YouTube trailer) – Cinema.it

Il tutto non fa che intensificarsi quando la narrazione fa un balzo in avanti di circa un decennio; l’adulta Cathy (Robbie) è diventata una straordinaria fanciulla, mentre un Heathcliff (Elordi) più alto, più robusto (e più peloso) si aggira per la tenuta come un bisonte con un importante sbalzo ormonale.

La chimica della coppia è bollente e a tratti genuinamente trasgressiva, mentre la loro marcata differenza di altezza – Elordi è alta 1,95 m, Robbie 1,68 m – genera una sorta di brivido zoologico. Posso confermare che il brivido è arrivato a tutti i presenti al cinema che ad ogni inquadratura di Elordi hanno alzato un coro di urletti e cinguettii.

La differenza con il romanzo

La differenza più eclatante tra ‘Cime Tempestose’ romanzo e film, riguarda il finale. La narrazione cambia in modo significativo perché il film sceglie di concludere la storia in un punto diverso e in un modo diverso. Sia nel film che nel libro, Catherine muore dopo essere precipitata in un percorso autodistruttivo.

Tuttavia, un cambiamento importante è che Catherine nel romanzo dà alla luce una figlia, Cathy. Isabella dà anche a Heathcliff un figlio, Hareton. Attraverso i suoi intrighi, Heathcliff intreccia il destino dei bambini.

Il romanzo di Brontë si conclude con una nota più dolce, con la generazione successiva che scopre una dose di compassione che i loro predecessori non sono riusciti a raggiungere.

Tuttavia, il film si conclude con la sola morte di Catherine e lei non dà alla luce il bambino. Questo elimina completamente la prospettiva di una nuova generazione.  Vi è il dolore di Heathcliff e la drammatica conclusione della loro tumultuosa relazione. Chissà che questo film possa far venire voglia di rileggere il capolavoro letterario, ma di farlo realmente, non come la Gen Z che a quanto pare sta avendo molte difficoltà.

Marta Zelioli

Giornalista pubblicista classe '82 appassionata di cronaca nera e cinema. Ho avuto modo di crescere professionalmente come assistente dello scrittore, sceneggiatore e criminologo Donato Carrisi che ha alimentato ulteriormente la mia inclinazione sia per la nera che per il cinema. Lavoro per Web365 dal 2020.

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