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Attualità

Lacrime agli Oscar: Peter Jackson rivela quel bizzarro malinteso con Spielberg

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Marta Zelioli

Nella notte degli 11 Oscar per “Il Ritorno del Re”, un bambino scoppiò in lacrime davanti alla TV. Peter Jackson svela oggi il motivo, puntando il dito (ironicamente) contro Steven Spielberg

Ci sono momenti che segnano la storia del cinema, e poi ci sono quelli che segnano la vita privata di chi quella storia la scrive. Per Peter Jackson, la notte degli Oscar del 2004 doveva essere l’apoteosi: il suo Il Signore degli Anelli – Il ritorno del re era in corsa per undici statuette, un traguardo che profumava di leggenda. Tuttavia, mentre il regista neozelandese saliva sul palco del Kodak Theatre, a migliaia di chilometri di distanza, suo figlio Billy stava vivendo un’esperienza decisamente meno gioiosa.

Lacrime agli Oscar: Peter Jackson rivela quel bizzarro malinteso con Spielberg (foto Ansa) – Cinema.it

L’aneddoto è emerso durante un evento speciale al Festival di Cannes 2026, dove Jackson, oggi sessantaquattrenne, ha ricevuto una Palma d’Oro onoraria dalle mani del suo “Frodo”, Elijah Wood. Ripensando a quella serata memorabile, Jackson ha ricordato come il piccolo Billy, che all’epoca aveva solo sei anni, stesse guardando la cerimonia in diretta dalla Nuova Zelanda, profondamente coinvolto nella corsa al premio più ambito. Ma proprio nel momento cruciale, un gigante del cinema come Steven Spielberg commise quello che, agli occhi di un bambino, sembrò un errore imperdonabile.

Il trionfo fu totale: 11 premi su 11 nomination. Un “clean sweep”, come si dice in gergo americano per indicare una vittoria schiacciante, una piazza pulita. Ma fu proprio l’uso di questa espressione a innescare il dramma domestico in casa Jackson.

“Clean Sweep”: il titolo fantasma che rubò il sogno a Billy Jackson

Il cuore del malinteso risiede nelle parole scelte da Spielberg per annunciare il vincitore del Miglior Film. Aprendo la busta e vedendo il nome del capitolo finale della saga, il regista di Schindler’s List esclamò entusiasta: “It’s a clean sweep!”. Il piccolo Billy, però, non colse il significato metaforico della frase. Convinto che il padre fosse a un passo dalla gloria, pensò che Spielberg avesse appena annunciato un film intitolato, appunto, “Clean Sweep”, per capirci significa semplicemente ‘vittoria schiacciante’.

“Mio figlio scoppiò in lacrime”, ha raccontato Jackson tra le risate della platea di Cannes. “Pensava che il vincitore fosse un altro film e che noi avessimo perso proprio sul traguardo”. Il paradosso di quella notte è che, mentre il mondo intero celebrava il dominio assoluto della Terra di Mezzo, il più grande sostenitore del regista stava piangendo disperato davanti alla televisione per una vittoria che non riusciva a comprendere.

“Clean Sweep”: il titolo fantasma che rubò il sogno a Billy Jackson (foto Ansa) – Cinema.it

Quando anni dopo Jackson raccontò l’episodio a Spielberg, la reazione del “Re Mida” di Hollywood fu di genuino imbarazzo. “Si sentì malissimo”, ha ricordato Jackson. “Disse: ‘Oh no, non posso credere di aver fatto piangere tuo figlio!'”. Un piccolo trauma infantile causato da un eccesso di entusiasmo che ancora oggi, a distanza di oltre vent’anni, rimane uno dei ricordi più umani e divertenti legati a quella scalata verso l’Olimpo del cinema.

Il legame tra i Jackson e la saga di Tolkien è sempre stato un affare di famiglia. Non solo Billy e la sorella Katie sono apparsi in piccoli cameo nei tre film, ma la moglie di Peter, Fran Walsh, è stata la co-sceneggiatrice e produttrice di ogni capitolo, vincendo lei stessa tre Oscar in quella famosa notte del 2004. Per i figli del regista, crescere tra orchi e hobbit era la normalità, il che spiega perché la competizione per il Miglior Film fosse vissuta con tanta partecipazione emotiva tra le mura di casa.

L’eredità di Jackson e il futuro della Terra di Mezzo

La consegna della Palma d’Oro onoraria a Cannes ha segnato un punto di riflessione sulla carriera di un uomo che ha cambiato per sempre il volto del cinema fantasy. Elijah Wood, visibilmente commosso, ha ricordato come la sua vita si sia divisa in un “prima” e un “dopo” l’incontro con Jackson. Ma il viaggio non è finito: il regista ha confermato di essere al lavoro come produttore sui prossimi capitoli della saga, tra cui L’ombra del passato e l’attesissimo La caccia a Gollum.

Nonostante i nuovi impegni e le tecnologie sempre più avanzate, resta quell’immagine del 2004 a ricordarci che, dietro le statuette d’oro e i budget colossali, batte sempre il cuore di un padre e di un figlio. Spielberg può stare tranquillo: Billy Jackson è ormai un uomo di 31 anni che ha ampiamente perdonato quel malinteso linguistico, anche se la storia del film immaginario “Clean Sweep” resterà per sempre negli annali delle curiosità più tenere di Hollywood.

La gloria, in fondo, passa anche attraverso qualche lacrima versata per errore, rendendo ancora più dolce il sapore di un trionfo che ha messo d’accordo l’Academy, ma che per un istante ha confuso il cuore di un bambino.

Marta Zelioli

Giornalista pubblicista classe '82 appassionata di cronaca nera e cinema. Ho avuto modo di crescere professionalmente come assistente dello scrittore, sceneggiatore e criminologo Donato Carrisi che ha alimentato ulteriormente la mia inclinazione sia per la nera che per il cinema. Lavoro per Web365 dal 2020.

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