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Clark Gable e le lotte sul set di ‘Via col vento’

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Marta Zelioli

L’attore Clark Gable, protagonista insieme a Vivien Leigh del film cult ‘Via col vento’, sul set ha avuto diverse battaglie da affrontare per poter fare la differenza in quel determinato momento storico e culturale

‘Via col vento’ (Gone with the Wind) il film cult di Victor Fleming del 1939, adattamento del romanzo colossal di Margaret Mitchell, divenuto poi una colonna portante del cinema, fu una produzione molto difficoltosa, che dovette affrontare diverse insidie.

Clark Gable e le lotte sul set di ‘Via col vento’ (foto Ansa) – Cinema.it

Fin dagli albori per ‘Via col vento’ la vita non fu facile. Inizialmente la produzione del film venne fatta slittare di ben due anni, per poter avere nel cast come protagonista Clark Gable. Poi fu la volta della ricerca del volto di Rossella che portò a 1400 provini per la parte, un lavoro estenuante.

Anche la sceneggiatura venne sottoposta a moltissime revisioni per poter ridurre il tutto ad una lunghezza accettabile. Inoltre, il suo regista originale, George Cukor, venne licenziato e sostituito da Fleming, che a sua volta venne sostituito brevemente – a causa di un esaurimento nervoso – da Sam Wood. Un lavoro massacrante insomma, che diede tuttavia vita ad una pellicola dal fascino e dalla bellezza travolgente, ancora intatta dopo tanti anni.  Clark Gable in particolare si spese per consentire ai colleghi afroamericani di lavorare sul set in modo dignitoso.

Clark Gable e le sue lotte per la dignità dei colleghi afroamericani sul set di ‘Via col vento’

Negli Stati Uniti degli anni ’30, in diverse aree le persone di colore vivevano la segregazione razziale. Alcuni invece potevano vivere in uno stato di integrazione, come Lennie Bluett che proveniva da un quartiere integrato e divenne una comparsa di ‘Via col vento’.

Arrivato sul set si trovò a vivere situazioni di segregazione, come ad esempio i bagni chimici divisi tra bianchi e neri, con tanto di cartelli affissi. Bluett cercò di parlarne con altri attori ma questi temevano di venire licenziati. Cercò allora il sostegno della star del film: Clark Gable.

Clark Gable e le sue lotte per la dignità dei colleghi afroamericani sul set di ‘Via col vento’ (foto Ansa) – Cinema.it

Fece un gesto molto audace per l’epoca, si avvicinò a Gable nel suo camerino, la star gli permise di entrare e Bluett gli fece presente la questione della suddivisione dei bagni che mandò il divo hollywoodiano su tutte le furie. Secondo BuzzFeed, Clark Gable sarebbe intervenuto in difesa di Bluett. Avrebbe contattato il regista Victor Fleming e l’amministratore e avrebbe dichiarato: “Se non togliete quei maledetti cartelli, non avrete un Rhett Butler in questo film”.

Gable era una delle star più note di Hollywood e poteva quindi sfruttare la fama a suo vantaggio. Il regista probabilmente non riusciva a trovare nessun altro che potesse offrire la sua stessa interpretazione. Nessuno era Clark Gable, nessuno lo è mai più stato in realtà. Pertanto, acconsentirono alla richiesta e fecero rimuovere la suddivisione.

Non c’è pace per ‘Via col vento’

Sul set non avvennero più casi limite, tuttavia vi furono altre circostanze poco piacevoli in seguito, all’uscita del film. Alla prima della pellicola vietarono infatti la presenza degli attori afroamericani e Gable di nuovo si indignò e minacciò il boicottaggio. Per solidarietà nei loro confronti Gable minacciò di non partecipare alla prima, ma alla fine fu presente, lo convinse l’amica e collega Hattie McDaniel che nel film interpretava Mami.

Ai giorni nostri il film ha avuto nuovamente diverse lamentele, secondo chi gli muove accuse, la questione riguarderebbe il modo in cui sono rappresentati gli afroamericani nel film, alcuni importanti servizi di streaming hanno addirittura rimosso il film dai loro archivi.

La pellicola rimane una pietra miliare nell’universo della Settima Arte, vincitore di 8 premi oscar, il film con il maggiore incasso della storia del cinema per oltre un quarto di secolo. Inserito nella top ten della lista AFI’s 100 Years…100 Movies. È conservato nel National Film Registry degli Stati Uniti dalla Biblioteca del Congresso.

Marta Zelioli

Giornalista pubblicista classe '82 appassionata di cronaca nera e cinema. Ho avuto modo di crescere professionalmente come assistente dello scrittore, sceneggiatore e criminologo Donato Carrisi che ha alimentato ulteriormente la mia inclinazione sia per la nera che per il cinema. Lavoro per Web365 dal 2020.

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