Quella volta che un giovane Clint Eastwood andò al cinema a vedere una sua pellicola e rimase talmente scioccato dalla brutta qualità da decidere di abbandonare per sempre la recitazione
La storia del cinema è costellata di carriere straordinarie nate sotto i migliori auspici, ma persino le leggende più sacre e celebrate di Hollywood hanno dovuto fare i conti, nei loro primi anni di attività, con produzioni dimenticabili e passi falsi artistici.

Spesso, prima di raggiungere il pieno controllo creativo come autori e interpreti di capolavori assoluti, dei giovani attori erano legati ai rigidi contratti degli studios che li costringevano ad accettare qualsiasi sceneggiatura pur di lavorare. Guardando a ritroso le filmografie dei registi più premiati, fa quasi impressione scoprire come opere di serie B, realizzate in pochissimi giorni e con budget ridicoli, abbiano rischiato di soffocare sul nascere talenti che avrebbero poi ridefinito i canoni di interi generi cinematografici.
Il rapporto che un artista sviluppa con le proprie opere giovanili può essere profondamente conflittuale, oscillando tra la tenera indulgenza e il rifiuto più totale. In rari casi, la visione di un proprio film venuto male può trasformarsi in un vero e proprio trauma psicologico, un momento di crisi così profondo da spingere un interprete a un passo dall’abbandono definitivo delle scene per tornare agli studi o cercare un impiego più convenzionale.
Fortunatamente per gli amanti della settima arte, il destino sa essere bizzarro, e proprio dal punto più basso di una carriera può scaturire l’incontro casuale capace di ribaltare le sorti di un attore, traghettandolo verso una popolarità planetaria e immortale.
Svelato il titolo del flop: Clint Eastwood e il suo trauma personale
Oggi la leggenda del cinema Clint Eastwood è universalmente celebrata per aver diretto e interpretato pietre miliari del calibro di ‘Gli spietati’ e ‘Il texano dagli occhi di ghiaccio’, titoli che dominano regolarmente le classifiche dei migliori western della storia.
Tuttavia, nel suo passato si nasconde un’opera del 1958 intitolata ‘L’urlo di guerra degli Apaches’ (Ambush at Cimarron Pass), che lo stesso Eastwood ha pubblicamente riconosciuto non solo come il punto più basso della sua intera carriera, ma come uno dei peggiori film mai realizzati.

La trama segue un gruppo di cavalieri americani impegnati a scortare un prigioniero verso un forte che, dopo un attacco a sorpresa degli Apache, si vede costretto a unire le forze con alcuni ex confederati per sopravvivere lungo il pericoloso passo.
Nonostante il valore storico di rappresentare uno dei primissimi ruoli di rilievo per l’attore, Eastwood detesta profondamente questa pellicola. Durante un incontro con gli studenti della Loyola University, il regista ha ricordato lo shock provato nel vedersi sul grande schermo di una sala cinematografica a North Hollywood, dove il film veniva proiettato come secondo titolo di una doppia programmazione.
La reazione del giovane Clint di fronte alla scarsa qualità del prodotto fu drastica: decise che l’esperienza con la recitazione era definitivamente conclusa, che doveva tornare a scuola e trovarsi un altro tipo di lavoro.
Una produzione lampo di otto giorni e la svolta inaspettata grazie a Rawhide
Le ragioni di un risultato così deludente risiedono in gran parte nelle modalità di produzione della pellicola, gestita dalla Fox come un vero e proprio viaggio lampo e girata in appena otto giorni. Eastwood, che ricopriva il secondo ruolo principale accanto al protagonista Scott Brady, ha vissuto sulla propria pelle i limiti dei vecchi contratti degli studios, che spesso sacrificavano la qualità della recitazione e della trama in nome del risparmio economico.
Fortunatamente per la storia del cinema, poco dopo quella disastrosa proiezione, l’attore si imbatté casualmente in un produttore della CBS lungo Beverly Boulevard, un incontro fortuito che gli permise di ottenere il ruolo da protagonista nella serie western Rawhide, rilanciando la sua carriera.
A distanza di decenni, il pubblico del web sembra dare ampiamente ragione a Clint Eastwood: su YouTube e sui principali siti di settore, i cinefili descrivono la recitazione come banale e la trama ai limiti dell’imbarazzo, tanto che sul celebre aggregatore Rotten Tomatoes il film registra un pessimo punteggio del 27%.
‘L’urlo di guerra degli Apaches’ si colloca così saldamente in cima alla lista dei peggiori film dell’attore secondo gli esperti di CBR, seguito da altri storici passi falsi o opere minori della sua sterminata filmografia, tra cui spiccano titoli come La prima venditrice ambulante, Cadillac rosa, Lafayette Escadrille, Calore cittadino e il più recente Cry Macho.





