‘Il Padrino’ è noto per essere non solo un capolavoro del cinema ma per molti Il capolavoro assoluto. Negli anni è stato definito da più cineasti, esperti di cinema, amanti della settima arte, il film per eccellenza.
Si tende a dimenticare che dietro a qualunque progetto ci sono state insidie, discordie, momenti colmi di dubbi e di scoramento. ‘Il Padrino’ non è stato esente da queste condizioni, anzi. Ci sono stati alcuni momenti in cui gli attori stessi hanno messo in discussione la pellicola.
Ad esempio Al Pacino e Diane Keaton hanno confessato a più riprese che avevano diversi dubbi sul progetto, secondo la Keaton il film poteva risultare noioso. Entrambi si trovavano, dopo le riprese, a parlare di come il film sarebbe stato un flop e di come avrebbe chiuso le loro carriere. La Keaton ne ha parlato in particolare nel suo libro di memorie del 2011, Then Again (pubblicato in Italia con il titolo Oggi come allora).
Sembra incredibile che qualcuno abbia anche solo lontanamente pensato una cosa del genere sul film dei film. Per Al Pacino la consapevolezza della grandezza del progetto, più che altro l’amore che Francis Ford Coppola aveva per la sua pellicola, la raggiunse un giorno, quando vide il regista in lacrime.
Durante una conversazione per promuovere l’uscita del terzo lungometraggio di Nolan, ‘Insomnia’, nel lontano 2002 quando ancora era un regista dal volto fresco, alle prime armi, lui e Pacino si trovarono a parlare di quando l’attore stava affrontando l’incredibile set de ‘Il Padrino’.
L’attore ha ricordato il momento esatto in cui ha percepito la grandezza del progetto, e non accadde durante una ripresa fortunata, ma in un momento di profonda disperazione del regista. Si trovavano sul set del funerale di Vito Corleone, in un cimitero. La giornata di riprese era stata lunga ed estenuante e, al calar del sole, i funzionari della Paramount — che all’epoca non si fidavano affatto di Coppola — decisero di staccare la spina. Lo studio proibì al regista di effettuare ulteriori allestimenti o nuove inquadrature: per loro, la giornata era finita.
Pacino ha raccontato che, mentre tornava soddisfatto verso la sua roulotte, felice di aver finito il turno, sentì un pianto sommesso. Seguendo quel suono, trovò Francis Ford Coppola seduto da solo su una lapide, distrutto dai singhiozzi e dalle lacrime. Quando Pacino, preoccupato, gli chiese cosa non andasse, Coppola rispose sconsolato: “Non mi concedono un’altra ripresa. Non mi lasciano fare l’ultimo setup”.
In quel momento, Pacino ebbe un’illuminazione. Vedendo il regista piangere per un singolo fotogramma negato, capì quanto Coppola stesse mettendo l’anima in ogni singola inquadratura. Fu lì che l’attore pensò tra sé: “Credo proprio di trovarmi dentro un grande film”.
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