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‘Il silenzio degli innocenti’, quel dettaglio diabolico che determinò il successo del film

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Marta Zelioli

Il silenzio degli innocenti è un film cult su cui vorticano diversi aneddoti. In particolare sul rapporto tra Jodie Foster e Anthony Hopkins.

L’attore ha raccontato dell’insolito rapporto con la co-protagonista, Jodie Foster, nel suo nuovo libro: We Did Ok, Kid: A Memoir. Il Sunday Times ne ha condiviso un estratto.

Il silenzio degli innocenti, quel dettaglio diabolico che determinò il successo del film (foto Ansa) – Cinema.it

Anthony Hopkins e Jodie Foster non si videro prima della lettura del copione, di conseguenza il primo impatto dell’attrice con l’attore fu sconvolgente perché quello che vide fu proprio il serial killer. A quanto pare non solo il primo impatto, ma anche il secondo e il terzo… in buona sostanza dovette lavorare con una tensione notevole.

Anthony Hopkins e Jodie Foster, il rapporto teso sul set de ‘Il silenzio degli innocenti’

Anthony Hopkins riguardo il suo personaggio di Hannibal Lecter ha ricordato: “Ho riconosciuto il personaggio all’istante. Ho capito istintivamente come interpretare Hannibal”, e ha aggiunto: ”Ho il diavolo dentro di me. Tutti abbiamo il diavolo dentro di noi. So cosa spaventa la gente”.

“Ci siamo buttati a capofitto”, ha ricordato Hopkins. “Volevo dimostrare cosa sapevo fare, quindi ero il più spaventoso possibile. Si sarebbe potuto sentire cadere uno spillo nella stanza. Un paio di secondi dopo aver iniziato a parlare nei panni di Lecter, ho visto Jodie farsi tesa”.

Anthony Hopkins e Jodie Foster, il rapporto teso sul set de ‘Il silenzio degli innocenti’ (foto Ansa) – Cinema.it

Il thriller, basato sul bestseller del 1988 di Thomas Harris, vede Hopkins interpretare il brillante psichiatra e cannibale psicotico Hannibal Lecter, rinchiuso in un istituto per criminali mentali. È qui che entra in gioco Clarice, tirocinante dell’FBI, che visita l’istituto per interrogare Lecter nella speranza di ottenere informazioni su un altro serial killer noto come Buffalo Bill.

“[Io e Foster] ci siamo tenuti per lo più lontani l’uno dall’altra”, ha scritto Hopkins. I due hanno poi pranzato insieme l’ultimo giorno di riprese, a quel punto l’attrice ha sentito la necessità di chiarirsi con il temibile Hopkins ha posato il panino, e gli ha detto di avere paura di lui. Hopkins gli ha risposto che anche lui aveva paura di lei concludendo quella loro conversazione con una risata liberatoria.

Jodie Foster e Anthony Hopkins avevano paura l’una dell’altro sul set de Il silenzio degli innocenti (foto Ansa) – Cinema.it

I due attori a quel punto si sono confessati, perché entrambi avevano percepito, durante le riprese, un senso di distanza, dovuto senza dubbio alla potenza della sceneggiatura. Dopo aver lavorato insieme su quel set sono riusciti a mantenere un bel rapporto, che l’attore nel libro definisce “di grande calore”, del resto dopo aver affrontato insieme una prova di quel tipo, si può solo stabilire un legame molto intenso.

Logicamente tutta quell’energia terrificante alla fine ha dato i suoi frutti. “Il silenzio degli innocenti” è stato un successo inaspettato, ha incassato oltre 270 milioni di dollari in tutto il mondo e ha trionfato agli Academy Awards. Rimane l’unico film horror ad aver vinto il premio come miglior film, e anche quello per la miglior regia, la migliore sceneggiatura non originale, il miglior attore (Hopkins) e la migliore attrice (Foster).

La tecnica di ripresa de ‘Il silenzio degli innocenti’, il segreto dietro al suo successo

La particolarità de film Il silenzio degli innocenti, dettaglio che ci ha tenuto ad evidenziare Jodie Foster  in precedenza quando aveva parlato della paura di Hopkins durante una Masterclass del 2019, è che gli attori guardavano attraverso l’obiettivo. L’attrice ha spiegato:

“Quando giro scene con il dottor Lecter, sento solo questa voce incorporea e spaventosa, ma non vedo realmente il suo volto. Devo guardare nella telecamera e fingere che lui sia nella telecamera”. Un particolare che trasporta lo spettatore dritto sulla scena ma che rende il lavoro dell’attore piuttosto complesso, soprattutto se il film in questione è una brutta bestia come ‘Il silenzio degli innocenti’.

Marta Zelioli

Giornalista pubblicista classe '82 appassionata di cronaca nera e cinema. Ho avuto modo di crescere professionalmente come assistente dello scrittore, sceneggiatore e criminologo Donato Carrisi che ha alimentato ulteriormente la mia inclinazione sia per la nera che per il cinema. Lavoro per Web365 dal 2020.

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