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Orson Welles: svela il segreto di “Quarto Potere”

Published by
Marta Zelioli

Orson Welles e il suo grande successo con “Quarto Potere” considerato da sempre il più grande film di tutti i tempi. Il segreto della sua pellicola vi lascerà di stucco.

Orson Welles regista, attore, sceneggiatore. Artista e figura controversa, genio e sregolatezza, come nella migliore delle tradizioni. “Quarto Potere” la sua creatura più amata, discussa e osannata.

Orson Welles: svela il segreto di “Quarto Potere” (foto screen YouTube) – Cinema.it

Arrivato al successo in giovanissima età, a 23 anni sconvolge l’America con il programma radio “La guerra dei mondi” dove annuncia un’invasione aliena talmente credibile da mandare in tilt realmente gli Stati Uniti. Orson Welles tra grandi successi e fughe improvvise con progetti lasciati incompiuti. Una figura eccentrica, i cui aneddoti si sprecano. Il cineasta morto di infarto a 70 anni nel 1985 ha lasciato un segno indelebile nel mondo della Settima Arte.

Il suo più grande successo, il film “Quarto Potere” (Citizen Cane) una pellicola del 1941, co- sceneggiata, diretta, interpretata e prodotta da Welles stesso. Si tratta del primo lungometraggio del regista girato alla tenera età di 25 anni, un Enfant Prodige a tutti gli effetti. La trama del film è liberamente ispirata alla biografia del magnate dell’industria William Randolph Hearst.

Orson Welles e “Quarto Potere” come ha potuto creare un’opera del genere: lo spiega direttamente il cineasta

“Quarto Potere” esce nelle sale cinematografiche il 1° maggio 1941, è considerato uno dei migliori film della storia del cinema, da molti il migliore in assoluto. La trama del film narra la vita del magnate della stampa, Charles Foster Kane, interpretato da Orson Welles che, incapace di lasciarsi andare a dei veri sentimenti, nel corso della sua vita, si esilia e crea il vuoto più completo intorno a sé.

Nel cast, oltre a Orson Welles: William Alland, Ray Collins, Dorothy Comingore e Joseph Cotten. La sceneggiatura è stata scritta insieme a Herman J. Mankiewicz. Nel corso degli anni, viene perfino messa in discussione la paternità della sceneggiatura, attribuendola non a Welles ma esclusivamente a Herman J. Mankiewicz, argomento trattato anche nel film del 2020 di David Fincher ‘Mank’.

Orson Welles e “Quarto Potere” come ha potuto creare un’opera del genere: lo spiega direttamente il cineasta (foto screen YouTube) – Cinema.it

Orson Welles in un’intervista ha spiegato quale fu, all’epoca, il segreto del successo di “Quarto Potere”, cosa fu determinante per la creazione della pellicola, la rivelazione di Welles in merito è stata quanto più insolita possibile, perfettamente in linea con il suo personaggio. Anche se, riflettendoci bene, il regista spiega anche il motivo di questa sua analisi e effettivamente, non fa una piega.

A Orson Welles viene chiesto come sia riuscito a trovare, all’epoca, il coraggio per mettere in moto un progetto come quello di “Quarto Potere”, il cineasta, senza troppi giri di parole dichiara che a guidarlo sia stata fondamentalmente l’ignoranza. Nel dettaglio il regista spiega: “Ignoranza, pure ignoranza. Non c’è nulla che dia più coraggio. Solo quando sai qualcosa di una professione diventi timido o prudente”.

Welles ha inoltre spiegato nel dettaglio che credeva “che la cinepresa potesse catturare qualunque cosa vedesse l’occhio, dare vita all’immaginazione”. Grazie a questa sua convinzione, Orson Welles riuscì ad ottenere delle innovazioni enormi, in merito ha spiegato:

“Le ho ottenute perché non sapevo che fossero impossibili. Ero avvantaggiato. Non solo perché il mio direttore della fotografia era un genio. Ma anche perché lui (Greg Toland) come tutti i grandi uomini, che sono maestri in qualcosa mi ha detto che non c’è nulla sulla tecnica cinematografica che non si possa imparare in mezza giornata, che qualunque persona intelligente, non possa imparare in mezza giornata”.

Marta Zelioli

Giornalista pubblicista classe '82 appassionata di cronaca nera e cinema. Ho avuto modo di crescere professionalmente come assistente dello scrittore, sceneggiatore e criminologo Donato Carrisi che ha alimentato ulteriormente la mia inclinazione sia per la nera che per il cinema. Lavoro per Web365 dal 2020.

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