Una leggenda metropolitana che dura da cinquant’anni. Un appassionato scova in un magazzino il film sui vampiri che la BBC voleva cancellare dalla memoria collettiva
Il mondo del collezionismo e della tutela del patrimonio cinematografico è fatto di lunghe attese, polvere e intuizioni improvvise capaci di riscrivere la storia dei media. Per oltre mezzo secolo, una leggenda particolarmente sinistra ha aleggiato attorno agli archivi della televisione britannica, legata a una serie antologica della BBC di brevissima durata intitolata Late Night Horror.

Trasmesso alla fine degli anni Sessanta, lo show scatenò un vero e proprio putiferio tra i telespettatori, bersagliando i centralini dell’emittente con centinaia di telefonate di protesta da parte di un pubblico letteralmente traumatizzato dalla crudezza delle immagini. Il programma venne bruscamente cancellato e i nastri svanirono nel nulla, alimentando la teoria che la stessa rete avesse deliberatamente ordinato la distruzione fisica delle copie per assicurarsi che quel materiale, considerato fin troppo disturbante e malsano, non potesse mai più essere trasmesso.
L’alone di mistero che avvolgeva il capitolo più celebre e cruento di quella serie, intitolato No Such Thing as a Vampire, è stato squarciato grazie a un annuncio ufficiale del gruppo di conservazione Film is Fabulous!. Quella che attualmente viene ritenuta l’unica copia superstite al mondo di questo horror d’autore è stata miracolosamente scoperta da Darren Payne, un tecnico e appassionato di cinema inglese. Il ritrovamento è avvenuto in modo del tutto fortuito all’interno del cinema Regent, in Inghilterra, dove un membro del consiglio d’amministrazione si era imbattuto in una piccola collezione di bobine misteriose rimaste abbandonate in un deposito per decenni. Payne, chiamato a esaminare il materiale, è rimasto folgorato nel leggere una scritta scarabocchiata a mano su una delle vecchie custodie: il nome dello show maledetto era ancora lì, intatto sotto la polvere.
A rendere questo ritrovamento un evento di portata storica per gli amanti del brivido è anche la firma prestigiosa che si cela dietro la sceneggiatura del film. L’episodio fu infatti scritto da Richard Matheson, una vera e propria divinità della letteratura e del cinema horror, celebre per aver firmato il romanzo capolavoro Io sono leggenda e alcune delle storie più iconiche della serie cult Ai confini della realtà (The Twilight Zone).
Sapere che un tassello fondamentale della filmografia di Matheson è scampato all’oblio rappresenta una notizia straordinaria, soprattutto se si considera che la stessa serie vantava tra i suoi autori persino un gigante come Roald Dahl, il cui contributo purtroppo risulta ancora catalogato nella lista degli episodi dispersi.
La politica dei nastri cancellati e la scommessa del restauro a colori
Se da un lato la leggenda metropolitana ha sempre accreditato la tesi della distruzione punitiva e censoria da parte della BBC, la realtà storica si poggia su motivazioni decisamente più prosaiche e commerciali. Tra gli anni Cinquanta e Settanta, l’emittente britannica adottava la sistematica e rigorosa politica di sovrascrivere e riutilizzare i costosissimi nastri magnetici per le trasmissioni successive, un espediente di risparmio economico che, secondo le stime ufficiali del British Film Institute, ha finito per cancellare per sempre circa il 70% della programmazione televisiva di quei due decenni. Fortunatamente la copia in questione, un formato in 16 millimetri, era stata preservata in bianco e nero, nonostante l’opera originale fosse stata girata e trasmessa a colori.

Attualmente, gli esperti di Film is Fabulous! sono nel pieno di un complesso e pionieristico processo tecnologico di recupero cromatico, un tentativo di restauro digitale volto a restituire alla pellicola la sua palette originale di colori, anche se gli stessi tecnici ammettono che il successo dell’operazione non è del tutto garantito. Darren Payne ha comunque tenuto a rassicurare i futuri spettatori sul valore immutato dell’opera, sottolineando come l’episodio mantenga intatta una spaventosa forza espressiva e sia più che capace di far venire i brividi lungo la schiena anche nella sua attuale veste monocromatica, grazie a una regia e a un’atmosfera capaci di sfidare il tempo.
La scansione digitale ad altissima risoluzione e la pellicola originale saranno presto restituite agli archivi della BBC per una corretta e definitiva conservazione istituzionale. Prima di tornare definitivamente nel caveau, tuttavia, il film horror riscoperto si concederà un memorabile giro d’onore.
Il pubblico dei cinefili e degli appassionati potrà infatti assistere alla prima proiezione pubblica di No Such Thing as a Vampire dal lontano 1969, un evento speciale programmato per questo settembre all’interno della cornice del Grindfest, il celebre festival horror europeo, dove gli spettatori odierni potranno finalmente verificare se quel vecchio racconto di vampiri sia davvero così terrificante da aver meritato cinquant’anni di esilio e oscurità.





