Come fa Christopher Nolan a scritturare i suoi attori senza avere un telefono? Il premio Oscar Matt Damon svela i dettagli sulle chiamate anonime dagli Universal Studios e il ruolo fondamentale della produttrice Emma Thomas dietro le quinte del kolossal
Nel panorama di una Hollywood dominata da scadenze in tempo reale, notifiche push e comunicazioni istantanee, la figura di Christopher Nolan continua a stagliarsi come una straordinaria anomalia antropologica e professionale.

Il regista britannico, dopo il successo planetario di ‘Oppenheimer’ e attualmente nelle sale con il monumentale adattamento cinematografico di ‘The Odyssey’, è celebre nell’ambiente cinematografico per un rifiuto categorico che per molti contemporanei rasenterebbe l’impossibile: non possiede un telefono cellulare, non usa gli SMS e non comunica tramite indirizzi e-mail. Questa scelta, che preserva il suo tempo e la sua concentrazione artistica dalle distrazioni della modernità, si riflette inevitabilmente sulla macchina organizzativa delle sue produzioni.
Il ruolo chiave di Emma Thomas e il mistero delle chiamate anonime dagli Studios
In un’esclusiva intervista rilasciata al magazine PEOPLE, il premio Oscar Matt Damon, che nella pellicola omerica riveste i panni del protagonista Ulisse, ha svelato i retroscena operativi di questo approccio analogico. La segretezza e la curiosità che circondano l’avvio di ogni nuovo progetto di Nolan passano infatti attraverso un protocollo di comunicazione rigido ma affascinante, in cui il fattore umano e i legami familiari sostituiscono gli algoritmi e le chat di gruppo delle grandi agenzie di spettacolo.
Il cuore di questo sistema di comunicazione si basa sulla figura di Emma Thomas, produttrice premio Oscar nonché moglie e socia cinematografica di Nolan. Damon ha ricordato che il primo segnale dell’esistenza di ‘The Odyssey’ è arrivato proprio tramite un messaggio di testo inviato dalla Thomas sul suo cellulare, contenente una domanda apparentemente ordinaria: “Sei disponibile per una chiamata oggi?”. Questo avviso preventivo è l’unico strumento a disposizione degli interpreti per prepararsi all’imminente contatto con il regista.

Una volta ottenuto il via libera, la dinamica della telefonata si trasforma in un piccolo aneddoto da spy-story. Gli attori vedono comparire sullo schermo del proprio smartphone un numero totalmente anonimo o privato. Nolan, infatti, effettua i suoi contatti di lavoro utilizzando esclusivamente i telefoni fissi collegati alle linee degli Universal Studios.
L’aspetto più singolare, confermato dallo stesso Damon, è che persino lo stesso Nolan ignora quale numero di rete fissa stia utilizzando da una stanza all’altra degli uffici di produzione, rendendo la conversazione un evento unico e non rintracciabile. È stato proprio durante una di queste chiamate di quindici minuti, avvenuta appena sei mesi dopo la notte degli Oscar che ha consacrato Oppenheimer, che Damon ha appreso con stupore la volontà del regista di rimettersi subito al lavoro sul poema omerico.
La filosofia di scrittura di Nolan: la storia prima dei volti dei divi
Oltre ai dettagli logistici sulla sua reperibilità, Christopher Nolan ha voluto chiarire a PEOPLE la profonda motivazione artistica che lo spinge a non considerare attori specifici durante la stesura delle sue sceneggiature. Nonostante il cast di The Odyssey vanti un nucleo di collaboratori storici ed eccezionalmente fedeli — tra cui spiccano i nomi di Anne Hathaway, Tom Holland, Robert Pattinson, Zendaya e Charlize Theron —, il regista ha ribadito che figure iconiche come Ulisse e Penelope sono nate sulla pagina scritta in totale autonomia intellettuale.
Secondo la visione del cineasta britannico, immaginare il volto, la voce o la mimica di una star hollywoodiana mentre si sta ancora strutturando il testo rappresenta un limite pericoloso per le potenzialità dei personaggi. Questo meccanismo rischierebbe infatti di spingere lo sceneggiatore a scrivere basandosi esclusivamente su ciò che ha già visto fare a quel determinato attore in passato, castrando l’originalità dell’opera.
Solo a sceneggiatura conclusa e blindata, Nolan si siede alla scrivania per valutare chi, all’interno della comunità artistica mondiale, possieda le caratteristiche ideali per dare corpo alla sua visione, dando inizio al rituale delle sue celebri e inaspettate telefonate senza numero.





