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Ritorno al futuro snobbato agli Oscar: solo un semplice blockbuster?

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Marta Zelioli

Il film “Ritorno al futuro” è un grandissimo cult degli anni ’80. Ha appena compiuto, per essere precisi, 40 anni ed è tempo, anzi, siamo molto in ritardo, di tirare un pochino le somme.

Siamo sicuramente troppo affezionati a “Ritorno al futuro” da poter fare un’analisi approfondita di come si svolsero i fatti. In ogni modo è un dato acclarato che il film non venne particolarmente apprezzato dall’Academy alla sua 58° edizione, quel 24 marzo 1986.

Ritorno al futuro snobbato agli Oscar: solo un semplice Blockbuster? (foto Ansa) – Cinema.it

Il film “Ritorno al futuro” ha appena compiuto 40 anni, la pellicola uscì infatti nelle sale cinematografiche il 3 luglio del 1985, i suoi protagonisti, Michael J. Fox e Christopher Lloyd, sono passati alla storia come Marty e Doc. Si tratta di uno dei blockbuster meglio riusciti della storia del cinema.

Forse proprio per questo non venne considerato in modo adeguato? Solo un blockbuster? In fin dei conti il film che quell’anno fece incetta di premi, è una pellicola travolgente, ricca di pathos, con interpreti eccezionali e una fotografia ancora impressa sulla retina di chiunque lo abbia visto.

“Ritorno al futuro”, il film venne ‘maltrattato’ la notte degli Oscar

Il genio non viene sempre riconosciuto al suo tempo, anzi quasi mai, ed è forse per questo che il film ricevette una scarsa accoglienza alla 58ª edizione degli Academy Awards, il 24 marzo 1986. E la cosa pesa ancora, ben quattro decenni dopo. “Ritorno al futuro” ricevette quattro nomination e si portò a casa una sola statuetta, mentre “La mia Africa” di Sydney Pollack si distinse come grande vincitore della serata, e vogliamo essere chiari, si tratta di un film di eccezionale pregio, questo nessuno lo può negare.

Non è sicuramente la prima volta che un film molto amato viene maltrattato la notte degli Oscar, se ne potrebbe fare un articolo intero a riguardo, e probabilmente lo faremo a breve. Robert Zemeckis e il suo collaboratore Bob Gale impiegarono cinque anni per creare la sceneggiatura, e questa, diciamolo, era veramente geniale. Gli altri film candidati quell’anno come miglior sceneggiatura furono: “Brazil”, “La storia ufficiale” , “La Rosa purpurea del Cairo” , Il vincitore di quella categoria fu “Witness – Il testimone”.

“Ritorno al futuro”, il film venne ‘maltrattato’ la notte degli Oscar (foto screen YouTube) – Cinema.it

Come miglior canzone originale Huey Lewis fu ad un passo dall’Oscar per “The Power of Love”, per vederselo soffiare da Lionel Richie per “Say You, Say Me”. Nessun dubbio sulle capacità di Richie, ma diciamo che la melodia vivace di Lewis ebbe sicuramente un impatto differente, su tutti tranne che sui membri dell’Academy a quanto pare. Gli altri candidati in quella categoria: “Il colore viola”, “Il sole a mezzanotte”, “A Chorus Line”.

Anche per la categoria miglior suono su “Ritorno al futuro” ebbe la meglio il film “La mia Africa”, un altro premio che si sarebbe potuto aggiudicare perfettamente “Ritorno al futuro”, anche in questo caso rimase con un pugno di mosche. Gli altri candidati: “A Chorus Line”, “Ladyhawke”, “Silverado”.

L’unica vittoria di “Ritorno al Futuro”, udite udite, fu per gli effetti audio abilmente montati, dallo stridio delle gomme della DeLorean al fulmine che colpisce la torre dell’orologio di Hill Valley. Gli altri candidati: Ladyhawke, Rambo 2 – La vendetta. Un ben misero bottino, ma come dicevamo sopra, forse è il nostro straordinario affetto per il film a renderci particolarmente emotivi a riguardo.

Consoliamoci pensando a quanto la pellicola sia rimasta nella storia del cinema su quanti omaggi ha ricevuto e su quanto sia presente nella cultura pop. Per altro, di recente, è stato anche lanciato un appello per ritrovare la famosa chitarra usata da Michael J. Fox durante le riprese e a quanto pare scomparsa: cliccate qui per altri dettagli.

Marta Zelioli

Giornalista pubblicista classe '82 appassionata di cronaca nera e cinema. Ho avuto modo di crescere professionalmente come assistente dello scrittore, sceneggiatore e criminologo Donato Carrisi che ha alimentato ulteriormente la mia inclinazione sia per la nera che per il cinema. Lavoro per Web365 dal 2020.

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