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Sergio Leone evitò per un pelo di venire assassinato: cosa accadde quella terribile notte

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Marta Zelioli

Sergio Leone si salvò grazie alla sua pigrizia, quella sera rifiutò un importante evento per partecipare ad una serata che finì in tragedia

Si tratta di un evento noto a tutti, una strage che ha lasciato profondi segni e che all’epoca sconvolse Hollywood per via della sua crudezza e dell’insensatezza dell’atto in sé.

Sergio Leone evitò per un pelo di venire assassinato: cosa accadde quella terribile notte (foto Ansa) – Cinema.it

Stiamo parlando della famosa strage di Cielo Drive. Venne perpetrata dalla Famiglia Manson tra l’8 e il 9 agosto 1969. Quattro membri della famiglia entrarono nella casa, al numero 10050 di Cielo Drive a Benedict Canyon a Los Angeles. In quel momento si stava svolgendo una festa organizzata dall’attrice Sharon Tate, da poco sposata con il regista Roman Polanski, e alla quale presero parte altre 3 persone.

I criminali entrarono dentro l’abitazione armati di pistola, coltelli e una corda e uccisero Sharon Tate che era incinta di otto mesi e mezzo. C’erano con lei anche tre amici che erano in visita in quel momento, e un ragazzo di 18 anni, che venne ucciso mentre stava lasciando l’abitazione del custode. Tra queste persone doveva esserci anche Sergio Leone. Polanski non era presente nella notte degli omicidi, si trovava a Londra e stava lavorando a un film Il giorno del delfino, che avrebbe dovuto dirigere.

Sergio Leone doveva essere presente la sera dell’Eccidio di Cielo Drive: come si salvò la vita

Era l’agosto del 1969 e Sergio Leone si trovava a Los Angeles con il suo sceneggiatore storico, Luciano Vincenzoni. Stavano cercando i costumi per il prossimo film ‘Giù la testa’. Sergio Leone era già un regista noto grazie al successo della trilogia del dollaro. In quel periodo storico le feste a bordo piscina erano all’ordine del giorno, il modo migliore per farsi conoscere, per allargare il proprio circolo di amicizie importanti nell’ambiente tra cocktail, per chiacchierare con attori e produttori. Di conseguenza per Leone sarebbe stata una serata come un’altra.

Sergio Leone e Vincenzoni avevano anche accettato l’invito di Sharon Tate. Qualche giorno prima però Vincenzoni ricevette un altro invito da Jack Beckett capo della Transamerica Corporation, proprietaria della United Artists, gli chiedeva di andare da lui a San Francisco.

Sergio Leone doveva essere presente la sera dell’Eccidio di Cielo Drive: come si salvò la vita (foto Ansa) – Cinema.it

Un invito che Vincenzoni non poteva certo rifiutare e dovette quindi lasciare Leone da solo a Los Angeles. Il giorno dopo la notizia dell’eccidio fece il giro del mondo e Vincenzoni era comprensibilmente sconvolto perché penava che tra i morti di quella strage ci fosse anche il regista italiano.

 “Oddio, è morto Sergio”, dirà anni più tardi ricordando quel giorno. Vincenzoni vedendo la notizia alle news iniziò a telefonare a Sergio Leone che inizialmente nemmeno rispondeva, solo dopo tanti squilli finalmente la voce dall’altra lato del telefono: “A Lucià, stò a guardà le news e me sò cacato sotto”. E quando gli chiede perché non era andato al party gli disse: “Nun parlo bene inglese, da solo senza te nun m’annava, faceva pure callo, me so messo a dormì”. L’indolenza l’ha salvato.

Marta Zelioli

Giornalista pubblicista classe '82 appassionata di cronaca nera e cinema. Ho avuto modo di crescere professionalmente come assistente dello scrittore, sceneggiatore e criminologo Donato Carrisi che ha alimentato ulteriormente la mia inclinazione sia per la nera che per il cinema. Lavoro per Web365 dal 2020.

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