Molto prima di risolvere delitti in televisione, la celebre attrice ha dovuto affrontare il male reale. Il retroscena su quando decise di sfidare la setta di Charles Manson
Ci sono attori la cui vita privata supera di gran lunga la sceneggiatura di qualsiasi film o serie televisiva. Nell’immaginario collettivo, il volto di Angela Lansbury è indissolubilmente legato alla rassicurante e arguta Jessica Fletcher, la scrittrice capace di risolvere i casi di omicidio più complessi della televisione.

Eppure, ben prima di conquistare il pubblico globale sul piccolo schermo, l’attrice britannica — spentasi all’età di 96 anni nell’ottobre del 2022 — si è trovata a dover combattere una battaglia reale e terrificante per strappare la propria famiglia dalle grinfie di uno dei mostri più spietati del Novecento: Charles Manson.
La vicenda, riemersa attraverso storiche interviste rilasciate dall’attrice, affonda le sue radici nella Los Angeles degli anni Sessanta. In quel periodo di totale fermento culturale e ribellione giovanile, i due figli adolescenti della Lansbury, Deidre e Anthony, finirono risucchiati in una spirale drammatica. Se il maschio si trovò invischiato nel tunnel dell’eroina prima ancora di compiere la maggiore età, la situazione della ragazza era se possibile ancora più inquietante: la giovane era entrata nell’orbita di fascinazione di Charles Manson, l’ex musicista e guru che da lì a poco sarebbe stato ritenuto responsabile di alcuni dei più sanguinosi eccidi di massa della storia americana.
Riconoscendo i segnali di un pericolo imminente e devastante, la Lansbury non esitò a compiere una scelta radicale. Di fronte all’assenza di esperti di tossicodipendenza nella California dell’epoca e con la chiara consapevolezza di non poter salvare la prole restando a Hollywood, l’attrice decise di abbandonare temporaneamente i riflettori e la sua vita dorata per organizzare una vera e propria fuga strategica verso l’Europa.
La scelta dell’Irlanda e la rinascita lontano dai riflettori di Hollywood
Nel 1970, Angela Lansbury scelse di trasferire l’intera famiglia nella contea di Cork, in Irlanda, terra natale di sua madre. L’obiettivo era chiarissimo: trovare un luogo isolato e protetto, dove i ragazzi potessero essere completamente sottratti alle cattive influenze della sponda californiana. Per un intero anno, l’attrice rifiutò qualsiasi ingaggio lavorativo, imponendosi una totale pausa dal mondo dello spettacolo per dedicarsi esclusivamente alla cura e alla riabilitazione dei figli. In quel periodo di isolamento volontario, la diva si trasformò in una madre a tempo pieno, dedicandosi al giardinaggio e imparando a cucinare grazie ai libri di Elizabeth David.
La transizione non fu priva di ostacoli terapeutici e imprevisti logistici. Una volta stabilitisi nel Vecchio Continente, la Lansbury si affidò a uno specialista che prescrisse ai ragazzi una terapia a base di metadone per consentire una disintossicazione graduale e sicura. Come se la pressione emotiva non fosse già abbastanza elevata, proprio durante quel delicato periodo di transizione oltreoceano, l’attrice ricevette la notizia che la sua storica villa di Malibu era andata completamente distrutta in un incendio, tagliando l’ultimo legame fisico con il passato californiano.

La terapia del silenzio e della natura funzionò. Anthony superò la dipendenza e in seguito divenne persino il regista di ben 68 episodi della celebre serie tv della madre, mentre Deidre riuscì a rifarsi una vita lontano dalle ombre della setta. Quell’angolo di Irlanda rimase per sempre nel cuore della Lansbury come un’autentica ancora di salvezza, tanto da spingerla a ritornarvi vent’anni dopo per acquistare un appezzamento di terreno.
Oggi, a quasi quattro anni dalla scomparsa di Angela, questa storia rimane il testamento più nitido di una donna straordinaria che, prima di diventare un’icona dello schermo, seppe essere una madre determinata, capace di sconfiggere il male reale con la sola forza del sangue freddo e dell’amore familiare.





