Uscito nel 1975 e capace di trionfare ai premi Oscar portando a casa la “cinquina d’oro” (Miglior Film, Regia, Sceneggiatura, Attore e Attrice), ‘Qualcuno volò sul nido del cuculo’ non è solo una pellicola, ma un manifesto della libertà contro l’oppressione
Basato sul romanzo di Ken Kesey e diretto con mano magistrale da Miloš Forman, il film ha trasformato un ospedale psichiatrico nel palcoscenico di una delle sfide più epiche del grande schermo: quella tra l’anarchico Randle McMurphy e la glaciale infermiera Ratched.
Oltre al successo di critica e pubblico, l’opera ha agito come un vero e proprio trampolino di lancio per una generazione di talenti che avrebbero dominato Hollywood nei decenni successivi. Mentre piangiamo la scomparsa di Louise Fletcher (mancata nel 2022 a 88 anni), guardare dove sono arrivati oggi i “suoi” pazienti ci restituisce la misura della grandezza di quel casting.
Il cuore pulsante del film era, ed è tuttora, Jack Nicholson. Quel primo Oscar come Miglior Attore non fu che l’inizio di un’ascesa che lo avrebbe portato a diventare il volto da incubo (Shining) e cinecomic d’autore (Batman), fino al trionfo di ‘The Departed’. Oggi, superati gli 85 anni, Nicholson vive un ritiro dorato, lontano dai set dal 2010 ma ancora presente nel cuore della cultura pop: dalle sue iconiche apparizioni a bordo campo per i Los Angeles Lakers fino alla recente, acclamatissima reunion per i 50 anni del Saturday Night Live nel 2025. Padre di sei figli, Jack resta il re incontrastato di una Hollywood che forse non esiste più.
Accanto a lui, il reparto psichiatrico ospitava promesse che sarebbero diventate giganti. Danny DeVito, nei panni del timido Martini, muoveva proprio lì i suoi primi passi prima di conquistare la TV con Taxi e il cinema con cult come I Gemelli. Oggi, oltre a essere un produttore di peso (dietro successi come Pulp Fiction), continua a divertire il pubblico nella longeva serie It’s Always Sunny in Philadelphia. Destino simile per Christopher Lloyd, che dopo essere stato il “paziente” Max Taber, è entrato nel mito come Doc Brown in ‘Ritorno al Futuro’. Lloyd, a 87 anni, non ha smesso di recitare e continua a commuovere i fan con le sue periodiche reunion con Michael J. Fox.
Ma ‘Qualcuno volò sul nido del cuculo’ ha dato spazio anche a carriere più di nicchia ma altrettanto intense. Brad Dourif, che debuttò proprio come il tormentato Billy Bibbit (guadagnandosi una nomination all’Oscar), è diventato l’icona del cinema horror prestando la voce alla malefica bambola Chucky. Infine, non possiamo dimenticare Michael Berryman (Ellis), che ha trasformato la sua rara condizione genetica in una forza espressiva unica, diventando una star del genere horror con ‘Le colline hanno gli occhi’ e dedicando oggi la sua vita al Wolf Mountain Sanctuary per la protezione degli animali. Cinquant’anni dopo, il grido di libertà di McMurphy risuona ancora attraverso le vite di questi straordinari interpreti.
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