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Non chiamatelo premio alla carriera: perché Amy Madigan merita l’Oscar per ‘Weapons’

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Marta Zelioli

La 98ª edizione degli Academy Awards, che si terrà domani 15 marzo, si preannuncia come una delle più imprevedibili di sempre, specialmente nella categoria dedicata alla Miglior Attrice Non Protagonista.

Se in passato abbiamo assistito a vittorie scontate, quest’anno l’Academy sembra trovarsi davanti a un bivio: premiare il ritorno trionfale di una veterana in un ruolo di genere o consacrare una nuova stella del cinema d’autore.

Non chiamatelo premio alla carriera: perché Amy Madigan merita l’Oscar per Weapons (foto screen YouTube) – Cinema.it

Al centro del dibattito c’è Amy Madigan, l’attrice che sembrava aver ormai chiuso con i grandi set prima che Zach Cregger la convincesse a interpretare la terrificante Zia Gladys nel thriller horror Weapons. La sua performance non è solo un ritorno in scena, ma una trasformazione radicale che ha scosso il pubblico, portando l’horror in territori di eccellenza recitativa che raramente vengono riconosciuti durante la Notte delle Stelle.

Tuttavia, la competizione è agguerrita. Dietro la favorita Madigan, si stagliano le ombre potenti di Teyana Taylor, protagonista assoluta in One Battle After Another, e le rivelazioni europee di Sentimental Value. Senza dimenticare il possibile “colpo di mano” finale targato Sinners, che potrebbe ribaltare ogni pronostico della vigilia.

Il fattore Gladys: Amy Madigan e la rivincita del genere horror

La vittoria di Amy Madigan agli Actor Awards ha consolidato la sua posizione di front-runner, ma ridurre il suo successo a un semplice “Oscar alla carriera” sarebbe un errore grossolano e ingiusto. La sua Gladys in Weapons è un personaggio monumentale: una donna che oscilla tra una dolcezza zuccherina e una ferocia soprannaturale, capace di trasformare gli esseri umani in contenitori di energia pura.

Il fattore Gladys: Amy Madigan e la rivincita del genere horror (foto screen YouTube) – Cinema.it

Se dovesse vincere, Madigan si unirebbe a un club esclusivissimo di attrici (come Kathy Bates e Jodie Foster) premiate per ruoli in pellicole di genere, riparando ai torti subiti in passato da colleghe come Toni Collette o Lupita Nyong’o, clamorosamente ignorate dall’Academy per le loro prove horror.

Le possibili sorprese: dal realismo di Teyana Taylor alla magia di Sinners

Se c’è qualcuno che può davvero strappare la statuetta dalle mani della Madigan, quella è Teyana Taylor. Nei panni della rivoluzionaria Perfidia Beverly Hills in ‘One Battle After Another’ di Paul Thomas Anderson, la Taylor offre venti minuti di cinema purissimo. La sua interpretazione è un mix esplosivo di durezza esteriore e fragilità materna, simboleggiata dalla scena, già diventata cult, in cui imbraccia un fucile automatico mostrando con orgoglio il pancione. Una performance “di supporto” nel senso più nobile del termine, che ha già convinto i giurati dei Golden Globe.

Le possibili sorprese: dal realismo di Teyana Taylor alla magia di Sinners (foto screen YouTube) – Cinema.it

Ma attenzione agli “spoiler”. Se le sorelle di ‘Sentimental Value’, interpretate da Inga Ibsdotter Lilleaas ed Elle Fanning, hanno incantato la critica europea, la vera sorpresa dell’ultimo minuto potrebbe essere Wunmi Mosaku. La sua Annie in ‘Sinners’ è una figura magnetica: una praticante di hoodoo che deve gestire il dolore per la perdita del figlio e il ritorno di un marito complicato.

La Mosaku si muove tra sensualità e misticismo con una naturalezza disarmante, specialmente quando la trama vira verso il sovrannaturale. In una categoria dove quasi tutte sono alla prima nomination, la vittoria potrebbe davvero spettare a chiunque, rendendo la serata di domani 15 marzo un appuntamento imperdibile per ogni cinefilo.

Marta Zelioli

Giornalista pubblicista classe '82 appassionata di cronaca nera e cinema. Ho avuto modo di crescere professionalmente come assistente dello scrittore, sceneggiatore e criminologo Donato Carrisi che ha alimentato ulteriormente la mia inclinazione sia per la nera che per il cinema. Lavoro per Web365 dal 2020.

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