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Il Rambo perduto di Quentin Tarantino: il capolavoro mancato che avrebbe oscurato il prequel

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Marta Zelioli

Rambo è un mito molto amato e richiesto. A seguito del recente annuncio di Sylvester Stallone, coinvolto nel progetto del prequel, anche Quentin Tarantino ha voluto dire la sua

Il mito di John Rambo non accenna a tramontare, ma la strategia scelta per il suo rilancio sembra poggiare su basi fragili. Sylvester Stallone ha recentemente confermato la messa in produzione di “John Rambo”, un prequel targato Lionsgate che vedrà la giovane star Noah Centineo vestire i panni del celebre veterano.

Il Rambo perduto di Quentin Tarantino: il capolavoro mancato che avrebbe oscurato il prequel (foto Ansa) – Cinema.it

L’obiettivo dichiarato è quello di esplorare gli anni del Vietnam, molto prima che il soldato diventasse il vagabondo tormentato di First Blood. Tuttavia, l’entusiasmo di Stallone si scontra con una verità scomoda: il progetto mai realizzato di Quentin Tarantino, proposto qualche anno fa, svela quanto l’attuale operazione rischi di mancare il bersaglio.

Adam Driver contro Noah Centineo: un’eredità tra Vietnam e puro noir

Il nodo centrale del prequel prodotto da Stallone non risiede nel talento dei coinvolti — il regista Jalmari Helander ha già dimostrato una mano ferma nel genere d’azione — ma nel senso stesso dell’operazione. Proporre oggi un film ambientato durante la Guerra del Vietnam rischia di scivolare nel già visto, perdendo quella carica critica e dolente che rese il capitolo originale un capolavoro. In questo scenario, la visione di Tarantino appare, a posteriori, decisamente più lucida e cinematograficamente potente.

Quentin Tarantino non aveva in mente un altro tassello della saga canonica, bensì un adattamento fedele al romanzo originale di David Morrell. La sua proposta prevedeva un noir psicologico cupo e serrato, dove la violenza non è uno spettacolo per cui esultare, ma una condanna inevitabile. Per dare vita a questa visione, il regista aveva già immaginato un cast d’eccezione: Adam Driver nel ruolo di un Rambo instabile e profondamente segnato, contrapposto a un Kurt Russell nei panni dello sceriffo Teasle. Un dualismo che avrebbe spostato l’asse del racconto dai muscoli alla tragedia umana di due uomini distrutti dalle proprie convinzioni.

Adam Driver contro Noah Centineo: un’eredità tra Vietnam e puro noir (foto Ansa) – Cinema.it

A differenza della narrazione cinematografica consolidata, nel libro di Morrell la parabola di Rambo si conclude con la sua morte. Questo finale avrebbe restituito al personaggio la sua funzione politica originaria: quella di una vittima del sistema che non trova posto nella società che ha giurato di difendere. Vedere un giovane Rambo in azione nel 2026 rischia di apparire anacronistico, specialmente in un’epoca in cui il pubblico è più attento ai temi del disturbo da stress post-traumatico e dell’abbandono dei reduci, elementi che il progetto di Tarantino avrebbe affrontato senza filtri.

In un panorama contemporaneo segnato da nuove tensioni internazionali e tagli ai sussidi per i veterani, la figura di Rambo avrebbe forse avuto bisogno della penna cinica e autoriale di Tarantino per risultare davvero rilevante, piuttosto che dell’ennesima operazione nostalgia legata a un passato ormai troppo lontano.

Marta Zelioli

Giornalista pubblicista classe '82 appassionata di cronaca nera e cinema. Ho avuto modo di crescere professionalmente come assistente dello scrittore, sceneggiatore e criminologo Donato Carrisi che ha alimentato ulteriormente la mia inclinazione sia per la nera che per il cinema. Lavoro per Web365 dal 2020.

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