Ogni anno, la cerimonia degli Oscar viene raccontata come una gara e, in effetti, lo è. Tra favoriti della vigilia, colpi di scena e film lanciati dai premi stagionali precedenti, la corsa alla statuetta è un meccanismo mozzafiato
Ma gli Oscar sono molto più di una semplice competizione: rappresentano un barometro fondamentale per capire cosa sta premiando Hollywood, quali autori stanno diventando centrali e quanto peso abbiano oggi le piattaforme distributive nel panorama globale.
Il dato che ha immediatamente ridefinito il racconto di questa edizione è il primato di I Peccatori (Sinners), che guida le nomination con ben 16 candidature. Si tratta di un numero mai visto prima nella storia dell’Academy, superiore persino alle 14 nomination ottenute in passato da capolavori del calibro di ‘Eva contro Eva’, ‘Titanic’ e L’a La Land’.
Al di là del record numerico, il successo di questo film è significativo per il suo genere: un’opera che mescola horror, musica e spettacolo popolare. Territori, questi, che l’Academy ha spesso premiato solo timidamente e quasi esclusivamente nelle categorie tecniche. Quest’anno, la musica sembra essere cambiata.
Accanto al fenomeno Sinners, il quadro generale della gara vede una rosa di dieci candidati al Miglior Film estremamente variegata e competitiva:
Bugonia
F1
The Secret Agent
Sentimental Value
Train Dreams
Mentre l’attesa cresce, Los Angeles si trasforma in un immenso palcoscenico internazionale fatto di gala, eventi di beneficenza, incontri tra professionisti e feste blindatissime. La cosiddetta “Oscar Week” è una settimana cruciale in cui il cinema diventa occasione di incontro tra artisti, produttori, distributori e nuove generazioni di talenti.
Tra gli appuntamenti più glamour della vigilia spicca la tradizionale Chanel & Charles Finch Pre-Oscars Dinner, una delle cene più eleganti e riservate dell’intero calendario hollywoodiano. La serata precedente alla cerimonia è invece dedicata alla solidarietà con la Night Before the Academy Awards, il prestigioso gala di beneficenza organizzato dal Motion Picture & Television Fund. Parallelamente, Hollywood non dimentica il suo lato più ironico con i Golden Raspberry Awards, i celebri “Razzie“, che ogni anno premiano con sarcasmo i film e le interpretazioni meno riusciti della stagione.
Una volta spenti i riflettori del Dolby Theatre, la festa continua nei celebri after-party sparsi per West Hollywood, tra club esclusivi e hotel di lusso come lo Skybar del Mondrian Los Angeles. Ma l’evento mondano più iconico resta senza dubbio il Vanity Fair Oscar Party. Al Los Angeles County Museum of Art si riunisce il Gotha del cinema internazionale: vincitori, candidati, registi e stilisti si ritrovano per l’evento più fotografato al mondo, celebrando la chiusura di un’altra indimenticabile stagione cinematografica.
Non ci resta che attendere con ansia la notte di domenica 15 marzo per goderci ogni minuto della serata e risolvere finalmente l’enigma: ‘Sinners’ VS ‘One Battle After Another’. Vincerà il pretendente scontato o quello che ha scatenato il caos?
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