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Questo è il miglior adattamento da un libro di Stephen King: un film intramontabile che ci fa ancora venire gli incubi

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Fabio Scapellato

Le opere di Stephen King sono state trasposte in film e serie tv per decenni, ma nonostante l’avanzamento tecnologico la migliore trasposizione risale all’inizio degli anni ’90.

Stephen King rimane ancora oggi uno degli scrittori di maggior successo al mondo e questo perché la sua creatività lo ha portato nel corso della sua lunghissima carriera a partorire degli immaginari talmente affascinanti da riuscire a rimanere scolpiti nella mente di chi ha il piacere di leggere i suoi romanzi.

Questo è il miglior adattamento da un libro di Stephen King: un film intramontabile che ci fa ancora venire gli incubi – Ansa Foto – Cinema.it

Le sue opere sono tendenzialmente horror, ma non bisogna pensare ad un orrore moderno, in cui la paura viene veicolata dal pericolo costante. Le sue sono storie disturbanti, in cui gli avvenimenti che i protagonisti si trovano ad affrontare sono sulle prime solo inusuali, il sovrannaturale entra lentamente in scena e spesso si confonde con la psicologia dei personaggi.

Sia i protagonisti che chi legge tendono a trovarsi spaesati, inermi di fronte agli avvenimenti e questo permette di fare aumentare in maniera graduale un senso di tensione che da un lato spaventa ma dall’altro induce curiosità, spinge ad andare avanti. Lettore e protagonisti procedono mano nella mano al disvelamento del mistero e delle cause degli avvenimenti sovrannaturali e/o violenti e questo permette ai racconti di imprimersi nella mente, di regalare un viaggio ricco di emozioni e spunti di riflessione.

Traslare questo percorso graduale all’interno di un film è complicato, poiché si tratta di un altro medium con leggi narrative proprie, motivo per cui non tutti i romanzi di King hanno ottenuto pellicole degne dei romanzi o anche solo di essere ricordate come buoni film di genere.

L’esempio più noto e calzante di questo è IT, libro che racconta la storia di intere famiglie per tre generazioni e al contempo ci introduce nei meandri di una società corrotta e malata, in cui la mostruosità che tormenta i cittadini è spesso di contorno. Inoltre il demone-pagliaccio è un esponente di una “razza” di cui King parla in altri libri. Tutto questo background è impossibile da trasporre in un film ed è per questo che sia il primo che il secondo tentativo sono dei parziali buchi nell’acqua.

Il miglior film tratto da un romanzo di Stephen King

La critica sopra esposta non vuole essere una diminutio del talento di King, anzi vuole fare capire a chi lo conosce solo attraverso le trasposizioni cinematografiche come spesso i film più belli non corrispondono ai migliori romanzi, ma solo a quelli più adatti a parlare al pubblico attraverso il medium cinematografico.

Il miglior film tratto da un romanzo di Stephen King  – YouTube @mgm – cinema.it

Di film belli che hanno preso spunto dalle opere di King ce ne sono, basti pensare a Shining di Kubrick, Stand by Me, Il Miglio Verde, le Ali della Libertà e anche Secret Window con Johnny Depp. Nessuno di questi però riesce a superare Misery non deve morire. Film tratto dal romanzo Misery e girato da Rob Reiner, è divenuto un’opera immortale grazie alle straordinarie interpretazioni di Kathy Bates (nei panni di Annie Wilkes) e James Caan (in quelli di Paul Sheldon).

La storia narra di una fan fin troppo accanita e con qualche disturbo mentale che rapisce lo scrittore Paul Sheldon così che possa rimanere sempre insieme a lei. Il terrore che prova lo scrittore rapito genera un senso di empatia fortissimo negli spettatori ed è reso credibile dal dualismo messo in scena dai due attori protagonisti.

Il merito di questa credibilità non è solo dei due interpreti, ma anche di un Reiner capace di trasporre in modo fedele quello che è probabilmente il racconto più realistico mai realizzato da King. Una vicenda, quella di Misery, che non ha elementi sovrannaturali ma che spaventa più di mali antichi, creature dell’altro mondo e di demoni, poiché non c’è nulla che fa più paura ed è più riscontrabile quotidianamente della brama, dell’egoismo e della violenza dell’essere umano

Fabio Scapellato

Sono laureato in Lingue, percorso Scienze per la comunicazione internazionale. Appassionato di giornalismo sin dal Liceo, scrivo da anni per blog, siti e testate giornalistiche e sono da diverso tempo giornalista pubblicista. Ho una passione smodata per il calcio e per gli sport in generale con preferenza per il Basket, la MotoGp, il Tennis e la Pallavolo. Amante del cinema d’autore, consumo nel tempo libero vagonate di serie tv, film, videogame e libri. Ritengo che la forma di narrazione più completa che ci sia oggi sia quella videoludica, anche se, come ogni medium giovane, deve ancora superare il preconcetto della massa.

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