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Remake da dimenticare: quando Hollywood decide di rovinare i grandi classici

Published by
Marta Zelioli

Perché lo hanno rifatto? Scopri i 10 peggiori remake della storia del cinema, dai disastri di Nicolas Cage ai flop di Tim Burton e Roland Emmerich

Il fenomeno dei remake è una creatura bizzarra e imprevedibile che popola i corridoi di Hollywood sin dalle sue origini. Spesso presentati con una sfrontatezza invidiabile, questi progetti sembrano non temere il confronto con il passato, anzi, lo cercano con una determinazione quasi masochista. Sebbene il cinema contemporaneo venga spesso accusato di mancanza di originalità, la tendenza a rifare successi stranieri o classici del passato risale agli anni Trenta, quando l’industria americana semplificava pellicole europee per un pubblico poco incline ai sottotitoli.

Remake da dimenticare: quando Hollywood decide di rovinare i grandi classici (foto screen YouTube) – CInema.it

Tuttavia, il cammino dei rifacimenti è costellato di picchi artistici straordinari e di cadute rovinose che lasciano lo spettatore con un unico, martellante interrogativo: perché? Quando ci si trova davanti a operazioni che vanno a scomodare giganti intoccabili della settima arte, il rischio di “rompersi le ossa” è altissimo. Non sempre si tratta di cinema tecnicamente pessimo, ma di produzioni che impallidiscono fatalmente davanti alla nobiltà dei propri predecessori, mettendo a nudo la sterilità di voler aggiornare miti che non ne sentivano il bisogno.

In questa analisi esploreremo i momenti più bassi di questa pratica, dove la volontà di riportare in auge vecchie glorie si è trasformata in un autogol clamoroso. Preparatevi a un viaggio tra scommesse perse e reinterpretazioni imbarazzanti, in un resoconto che mette in fila i peggiori esperimenti di “cinema riciclato” che abbiano mai sfidato (senza successo) la memoria collettiva degli appassionati.

Dai fasti del passato al disastro moderno: i peggiori remake nella storia del cinema

Il rumore delle ossa rotte dei remake ricorda molto quello delle bighe nell’ultimo, dimenticabile Ben-Hur: un deragliamento annunciato che non risparmia nemmeno i nomi più illustri. Ecco la nostra selezione dei passi falsi più clamorosi, analizzati in ordine inverso per risalire fino alla vetta del disappunto.

  • 10. Scontro tra titani 3D (2010): Portare il mito greco nell’era digitale post-Avatar sembrava un’idea vincente, ma Louis Leterrier trasforma l’Olimpo in un calderone d’azione confuso. Nonostante l’uso del 3D e un Sam Worthington spaesato, il risultato è un film che pietrifica lo spettatore quasi quanto lo sguardo di Medusa.

  • 9. Nightmare (2010): Rifare il capolavoro di Wes Craven era un’impresa disperata. Samuel Bayer confeziona un’opera visivamente curata, ma totalmente priva del raccapriccio viscerale e dell’iconicità che Robert Englund aveva impresso a Freddy Krueger nel 1984. Un incubo, ma per le ragioni sbagliate.

Dai fasti del passato al disastro moderno: i peggiori remake nella storia del cinema (foto screen YouTube) – CInema.it
  • 8. Fame – Saranno famosi (2009): Dove Alan Parker raccontava la crescita inquieta e faticosa di giovani artisti, il remake del 2009 offre un prodotto patinato e asettico. Il film si riduce a un’estetica da talent show moderno, perdendo per strada tutta la profondità e l’anima urbana degli anni Ottanta.

  • 7. Il prescelto (2006): Tradurre l’orrore sofisticato di The Wicker Man in un thriller d’azione con Nicolas Cage è stato un errore fatale. La sottile inquietudine della comunità originale svanisce per lasciare spazio a una performance di Cage talmente fuori giri da essere diventata il materiale preferito per i meme del web.

  • 6. Solaris (2002): Steven Soderbergh tenta l’impossibile: rifare l’opera filosofica di Tarkovskij. Nonostante un intento lodevole e un cast di rilievo, il confronto con il capolavoro sovietico evidenzia solo una colpevole presunzione. Perché rimettere mano a un magma di inquietudini già perfetto nella sua forma originale?

Perché fare remake? Quali sono i peggiori della storia (foto screen YouTube) – CInema.it
  • 5. Travolti dal destino (2002): Un vero naufragio cinematografico che ha fatto la storia dei Razzie Awards. Guy Ritchie e Madonna distruggono la satira sociale del classico della Wertmüller, trasformando uno scontro di classe in una commedia involontariamente ridicola che ha segnato un punto bassissimo nelle carriere di tutti i coinvolti.

  • 4. Planet of the Apes – Il pianeta delle scimmie (2001): La prima vera battuta d’arresto nella carriera di Tim Burton. Nonostante la materia prima eccellente, il film soffre di un trucco che soffoca gli attori e della totale assenza del tocco poetico del regista. Un finale goffo che non regge il confronto con la disperazione iconica di Charlton Heston.

  • 3. Psycho (1998): Gus Van Sant compie un esperimento postmoderno quasi estremo, copiando inquadratura per inquadratura il cult di Hitchcock. Sebbene ci sia una volontà provocatoria dietro l’operazione, il risultato finale serve solo a dimostrare quanto il cinema originale sia irripetibile e la sua copia superflua.

  • 2. Godzilla (1998): Roland Emmerich trasforma l’icona giapponese che incarnava le ansie atomiche in una sorta di Jurassic Park metropolitano. Troppa distruzione e troppo poca anima per un mostro che, a parte la colonna sonora dei Jamiroquai, non lascia traccia nel cuore degli spettatori.

  • 1. City of Angels – La città degli angeli (1998): Al primo posto troviamo la “dolcificazione” hollywoodiana di un capolavoro come Il cielo sopra Berlino. Lo sguardo poetico di Wenders sulla condizione umana viene sacrificato per un melodramma lacrimevole con Nicolas Cage e Meg Ryan. Un’operazione che trasforma la filosofia in una playlist di canzoni pop, dimenticando il legame viscerale con la città e lo spirito originale.

 

Marta Zelioli

Giornalista pubblicista classe '82 appassionata di cronaca nera e cinema. Ho avuto modo di crescere professionalmente come assistente dello scrittore, sceneggiatore e criminologo Donato Carrisi che ha alimentato ulteriormente la mia inclinazione sia per la nera che per il cinema. Lavoro per Web365 dal 2020.

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