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Attori

Bud & Terence: l’ultimo piatto di spaghetti e un’amicizia lunga una vita

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Marta Zelioli

Parlare di Bud Spencer e Terence Hill significa immergersi in un capitolo unico e irripetibile della storia del cinema, non solo italiano ma mondiale.

Il loro rapporto non è stato semplicemente quello di due colleghi che hanno condiviso il set per quasi trent’anni, ma rappresenta l’essenza stessa della fratellanza pura, priva di ombre o competizioni.

Bud & Terence: l’ultimo piatto di spaghetti e un’amicizia lunga una vita (foto screen YouTube) – Cinema.it

In un ambiente spesso dominato dall’ego e dalla rivalità, Carlo Pedersoli e Mario Girotti hanno saputo costruire un legame granitico, basato su un rispetto reciproco che rasentava la devozione.

Erano due facce della stessa medaglia: la forza bruta ma dal cuore d’oro di Bud si incastrava perfettamente con l’astuzia atletica e lo sguardo sornione di Terence, creando un’alchimia che ha trasformato semplici scazzottate in coreografie acrobatiche amate da tre generazioni di spettatori, dai nonni ai nipoti.

Bud e Terence: 16 film, mille avventure e neanche un litigio

Il segreto della loro longevità risiedeva paradossalmente nella loro profonda diversità caratteriale e formativa, che però trovava un punto d’incontro magico davanti alla macchina da presa. Bud, l’ex campione di nuoto approdato al cinema quasi per caso, portava sul set la spontaneità di chi non si sentiva un “attore” nel senso tradizionale del termine, ma un personaggio prestato alla narrazione. Terence, al contrario, era il professionista meticoloso, l’attore che studiava ogni movenza e che vedeva nel cinema la sua vocazione primaria.

Questa differenza non creò mai attriti; al contrario, Bud lasciava volentieri spazio alla preparazione di Terence, mentre Terence trovava nella stazza rassicurante di Bud il perno attorno a cui far ruotare la sua agilità. In sedici film girati insieme, non hanno mai avuto una lite, un record di armonia che resta, forse, il loro premio più prestigioso e il motivo per cui il pubblico continua a percepirli come una famiglia.

Bud e Terence: 16 film, mille avventure e neanche un litigio (foto screen YouTube) – CInema.it

La coppia, come dicevamo, ha girato 16 film insieme (se si esclude Annibale del 1959, dove apparvero entrambi ma senza mai incontrarsi in scena). Il loro sodalizio iniziò ufficialmente nel 1967 con il western ‘Dio perdona… io no!’, un incontro nato sotto il segno del destino: Terence Hill fu chiamato a sostituire l’attore Peter Martell che si era rotto un piede calciando un muro durante un litigio con la fidanzata. Da quel momento, il genere “Trinità” avrebbe riscritto le regole del western, trasformandolo in una commedia d’azione per famiglie.

Tra i dettagli meno noti e più empatici, c’è la gestione delle scene d’azione. Nonostante le botte da orbi, la violenza nei loro film era sempre “cartoonesca”: non si vedeva mai sangue e nessuno moriva mai davvero. Erano dei moderni “Don Chisciotte e Sancio Panza” che combattevano per i deboli. Un altro aspetto curioso riguarda le iconiche scene dei pasti: in ‘Lo chiamavano Trinità’, Terence Hill restò a digiuno per ventiquattr’ore per rendere reale la voracità con cui svuota la padella di fagioli.

Bud, invece, era il “cuoco” del set: spesso, finite le riprese, era lui a organizzare cene per tutta la troupe, portando un clima di convivialità napoletana anche nei deserti spagnoli dove giravano i western. La loro complicità era tale che riuscivano a girare sequenze di combattimento lunghissime con pochissimi tagli, muovendosi con un ritmo che Terence definiva “musicale”.

L’ultimo piatto di spaghetti: L’addio di Terence a Bud

Il capitolo finale della loro storia è intriso di una tenerezza commovente. Pochi giorni prima della scomparsa di Bud Spencer, avvenuta il 27 giugno 2016, Terence Hill si recò a casa dell’amico a Roma per quello che sarebbe stato il loro ultimo incontro. Nonostante la salute di Bud stesse declinando, il Gigante Buono mantenne intatta la sua natura ospitale.

Terence ha raccontato con profonda commozione che Bud lo accolse con un sorriso e gli propose di fare l’unica cosa che aveva sempre suggellato la loro unione: “Terence, mangiamoci insieme un piatto di spaghetti”. Seduti a tavola, lontano dai riflettori, i due amici consumarono un pasto semplice, parlando della vita e del tempo trascorso, proprio come avevano fatto innumerevoli volte sui set di tutto il mondo.

Quell’ultimo piatto di spaghetti non è stato solo un pasto, ma il rito di chiusura di un’amicizia che non aveva bisogno di parole complicate per dirsi addio. Pochi giorni dopo, ai funerali di Bud, Terence lo salutò con un discorso breve ma spezzato dal pianto, ricordando come Bud lo avesse chiamato proprio per quel saluto finale, confermando che, anche alla fine, erano rimasti “due amici indivisibili”.

Marta Zelioli

Giornalista pubblicista classe '82 appassionata di cronaca nera e cinema. Ho avuto modo di crescere professionalmente come assistente dello scrittore, sceneggiatore e criminologo Donato Carrisi che ha alimentato ulteriormente la mia inclinazione sia per la nera che per il cinema. Lavoro per Web365 dal 2020.

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