È il primo film horror della storia e risale al 1915: guardarlo oggi rappresenta ancora una esperienza sconvolgente.
Fin dai suoi albori, il genere horror al cinema ha contribuito a risvegliare le paure degli spettatori, suscitando inquietudine, disagio e fascinazione senza precedenti. Tra la fine dell’Ottocento e i primi anni del Novecento, i film di declinazione horror non presentavano scene esplicitamente violente, piuttosto erano caratterizzati da un leitmotiv inquietante e psicologicamente pesante.
Il vero apogeo turbamento può essere ritrovato durante l’epoca dell’Espressionismo Tedesco, in cui l’orrore si rivelava attraverso uno stato mentale alterato e spaventoso. Capolavori quali Il Gabinetto del Dottor Caligari (1920), Nosferatu, il vampiro (1922) e Faust (1926), hanno generato una profonda inquietudine negli spettatori, costruendo le basi del futuro genere horror.
Tra le pellicole più spaventose di inizio Novecento, spicca senza dubbio un film del 1915 in grado di suscitare ancora oggi vero terrore negli spettatori di nuova generazione. Si tratta di un film da riscoprire, ideale per gli amanti degli horror interessati a conoscere lo sviluppo del genere nel corso della storia.
Diretto da Ladislas Starevich e tratto dall’omonimo romanzo di Nikolai Gogol, The Portrait è un film del 1915 definito da molti uno dei primi horror della storia del cinema. Ad oggi, si tratta di una precoce testimonianza del cinema d’orrore russo, esempio pionieristico dell’uso di determinate tematiche anche con il linguaggio cinematografico. Il film, di cui oggi è reperibile solo una parte del minutaggio originale, racconta la vicenda di un giovane uomo che acquista il ritratto di un vecchio e lo appende in casa.
Durante la notte, il ritratto dell’uomo prende vita, infestando e terrorizzando i sogni del giovane, il quale non riuscirà più a distinguere tra la veglia e gli incubi notturni. La pellicola affronta in modo spaventoso l’orrore psicologico e metafisico, il quale deriva direttamente dall’oggetto apparentemente inanimato. Quest’ultimo, comunemente presente in molte case, rappresenta la fonte di un terrore impossibile da domare, proprio a causa della sua consuetudine.
Nonostante gran parte del film sia andata perduta, il frammento ad oggi disponibile rivela una sperimentazione tecnica senza precedenti. In particolare, gli effetti speciali utilizzati (come l’animazione del ritratto, la resa degli ambienti interi e i tagli di luce), mostrano la volontà centrale di giocare con gli stilemi del linguaggio filmico e piegarli al terrore visivo.
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