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Torna in tv Il Grande Gigante Gentile di Spielberg: fu un fiasco, per alcuni è il suo peggior film, ma va visto per questi motivi

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Fabio Scapellato

Considerato da molti il punto più basso della carriera di Steven Spielberg, il Grande Gigante Gentile torna oggi in tv: per quale ragione dovreste dargli una chance e potreste addirittura rivalutarlo.

Quando si parla di Steven Spielberg vengono subito in mente alcuni dei suoi grandi capolavori, progetti originali e affascinanti che sono riusciti a mettere d’accordo critica e appassionati di cinema. Tra l’altro parliamo di un regista capace di eccellere nei generi più disparati, passando da un horror come Lo Squalo, a fantasy come E.T. e Jurassic Park, action come Indiana Jones e i Predatori dell’Arca Perduta, war movie come Salvate il Soldato Ryan fino alle commedie brillanti come Prova a Prendermi.

Torna in tv Il Grande Gigante Gentile di Spielberg: fu un fiasco, per alcuni è il suo peggior film, ma va visto per questi motivi – Ansa Foto – cinema.it

Siamo di fronte ad un gigante del mondo del cinema, un autore con idee innovative ma anche in grado di comprendere i gusti del pubblico e di riuscire nell’impresa di trasformare l’opera autoriale in qualcosa di fruibile e godibile da tutti. Certo nei decenni di carriera ci sono stati anche mezzi passi falsi al botteghino, ma nulla che possa essere considerato un flop colossale, nemmeno quello che viene ritenuto il peggior film della sua carriera.

Di film che non hanno convinto il pubblico negli anni ce ne sono stati parecchi, come 1941 – Allarme ad Hollywood, una commedia infarcita di star di primo piano pensata per sfondare al botteghino ma che fece guadagnare “solo” 120 milioni di dollari. Da molti è stato considerato poco redditizio un cult come Hook, interpretazione spielberghiana di Peter Pan (300 milioni d’incassi), considerabile “flop” solo perché parliamo di Spielberg.

Le pellicole meno remunerative del regista statunitense sono state quelle storiche come Amistad (58 milioni d’incasso), Munich (120 milioni) e War Horse (anche qui 120 milioni), ma comunque sono sempre riuscite a superare il costo di produzione e a generare profitti per il produttore.

Un destino simile alle pellicole appena citate è capitato anche al Grande Gigante Gentile, produzione in computer grafica prodotta da Disney che ambiva a diventare un nuovo grande classico del catalogo della major americana ma che rappresenta uno dei più grandi buchi nell’acqua della compagnia.

Perché il Grande Gigante Gentile è considerato un flop e perché andrebbe rivalutato

Chiariamo da subito che sebbene sia considerato un flop commerciale, si tratta comunque di un film che ha recuperato i costi di produzione e generato profitto. Ciò nonostante si tratta di una delusione poiché era un progetto in grande stile (sono stati spesi ben 140 milioni di dollari solo per la realizzazione), creato a tavolino per attrarre il più grande target di pubblico possibile.

Perché il Grande Gigante Gentile è considerato un flop e perché andrebbe rivalutato – Prime Video – cinema.it

Ma al di là dei risultati al botteghino, il GGG è davvero il film peggiore di Spielberg? Ci troviamo di fronte ad una classica fiaba per i più piccoli, un film perfetto per le famiglie, in cui una bambina viene rapita da un gigante. Sulle prime la bimba è diffidente ed ha paura, ma con il passare del tempo comprende che il suo rapitore possiede un animo nobile e tra loro si instaura una bellissima amicizia.

Insomma è la classica storia di formazione in cui si prova a dare un insegnamento importante ai bambini: non bisogna mai giudicare il prossimo dalle apparenze; ciò che è diverso non per forza dev’essere spaventoso e la cosa che conta davvero non è l’estetica bensì ciò che alberga dentro le persone.

Probabilmente non è l’opera più ispirata del regista, il quale ha già veicolato questo concetto in altre sue opere precedenti (E.T. la più famosa), ma nel complesso si tratta di un film piacevole che può vantare una componente visiva meravigliosa.

Fabio Scapellato

Sono laureato in Lingue, percorso Scienze per la comunicazione internazionale. Appassionato di giornalismo sin dal Liceo, scrivo da anni per blog, siti e testate giornalistiche e sono da diverso tempo giornalista pubblicista. Ho una passione smodata per il calcio e per gli sport in generale con preferenza per il Basket, la MotoGp, il Tennis e la Pallavolo. Amante del cinema d’autore, consumo nel tempo libero vagonate di serie tv, film, videogame e libri. Ritengo che la forma di narrazione più completa che ci sia oggi sia quella videoludica, anche se, come ogni medium giovane, deve ancora superare il preconcetto della massa.

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