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Yorgos Lanthimos batte ‘Parasite’ e ‘Get Out’ nella classifica dell’originalità

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Marta Zelioli

In un’epoca dominata da sequel e reboot, una prestigiosa classifica incorona l’opera che ha trasformato la ricerca dell’anima gemella in un incubo distopico e geniale

In un panorama cinematografico contemporaneo che sembra sempre più saturo di remake, sequel commerciali e franchise rassicuranti, il pubblico avverte il disperato bisogno di storie capaci di osare, di graffiare e di scardinare le regole della narrazione tradizionale. Fortunatamente, l’audacia artistica non è del tutto svanita. A tracciare una linea di confine tra la pigrizia industriale e il genio visionario ci ha pensato la celebre testata Collider, che ha recentemente pubblicato una prestigiosa classifica dedicata ai “10 film più originali degli ultimi 15 anni”.

Yorgos Lanthimos batte ‘Parasite’ e ‘Get Out’ nella classifica dell’originalità (foto screen YouTube) – Cinema.it

La selezione ha preso in esame opere insolite e acclamate che hanno profondamente segnato l’immaginario recente, tra cui spiccano titoli del calibro dell’horror geopolitico Get Out (2017), il trionfatore agli Oscar Parasite (2019), il tesissimo Barbarian (2022) e l’onirico I Saw the TV Glow (2024). A conquistare il gradino più alto del podio, aggiudicandosi il titolo di pellicola più originale prodotta a partire dal 2011, è stato però The Lobster, il capolavoro del 2015 diretto dal regista greco Yorgos Lanthimos. Un riconoscimento ampiamente giustificato dalla critica internazionale, come testimoniano i punteggi altissimi registrati sulle piattaforme di riferimento (87% su Rotten Tomatoes e 82% su Metacritic).

L’opera, sceneggiata a quattro mani dal regista insieme al suo storico collaboratore Efthimis Filippou, è ambientata in un futuro distopico dove i single, per legge, vengono reclusi in un hotel con l’obbligo di trovare un partner entro quarantacinque giorni, pena la trasformazione permanente in un animale a loro scelta. Attraverso una regia spietata, dialoghi asettici e immagini prive di compromessi, The Lobster imbastisce una satira ferocissima contro le convenzioni sociali e contro l’ossessione occidentale secondo cui la realizzazione e la felicità di un individuo possano realizzarsi unicamente all’interno di una relazione sentimentale.

Il metodo Lanthimos: l’assenza di prove e il calore della freddezza clinica

A distanza di anni dal debutto, l’attore protagonista Colin Farrell – che nel film prestò il volto al malinconico David – è tornato a riflettere sui significati reconditi e sulle bizzarre dinamiche che hanno accompagnato la genesi di questo cult. Farrell ha tenuto a precisare che l’intento dei registi non era quello di lanciare un messaggio univoco o una morale didascalica: la sceneggiatura nasce per essere aperta a molteplici interpretazioni.

Se da un lato è evidente la critica alla pressione asfissiante che la società esercita per spingere le persone a formare una coppia a tutti i costi, dall’altro emergono con forza anche i paradossi e i conflitti interni al dogma opposto, ovvero quello dell’isolamento e del vivere da soli a ogni costo.

Il metodo Lanthimos: l’assenza di prove e il calore della freddezza clinica (foto screen YouTube) – Cinema.it

Al di là della potenza tematica della storia, l’attore irlandese ha ricordato l’esperienza sul set come qualcosa di straordinario e completamente alieno rispetto ai suoi standard lavorativi dell’epoca. Lanthimos, infatti, impose una direzione artistica radicale che destabilizzò inizialmente il cast: durante la produzione non vennero effettuate prove, né furono mai permesse discussioni psicologiche sul background dei personaggi o sulla direzione della trama.

Questo approccio così rigido ha dato vita a un’esperienza immersiva ma declinata in un modo insolitamente clinico. Eppure, secondo Farrell, proprio in quella totale e geometrica freddezza si celava una sorprendente e bizzarra sensazione di calore umano, un’alchimia unica che ha spinto l’attore a stringere un legame duraturo con il regista greco, con cui sarebbe tornato a collaborare nel successivo e altrettanto disturbante Il sacrificio del cervo sacro (Killing of a Sacred Deer).

Marta Zelioli

Giornalista pubblicista classe '82 appassionata di cronaca nera e cinema. Ho avuto modo di crescere professionalmente come assistente dello scrittore, sceneggiatore e criminologo Donato Carrisi che ha alimentato ulteriormente la mia inclinazione sia per la nera che per il cinema. Lavoro per Web365 dal 2020.

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